Spari in piazza Castello ad Afragola dopo la messa, la stangata non arriva. È uscita ieri pomeriggio la sentenza per i componenti del gruppo accusati di aver esploso colpi di pistola contro i componenti di un’altra famiglia per vecchi screzi Afragola, lite con spari, graziati i killer.
Il gip Saladino del tribunale di Napoli nel processo svoltosi con il rito abbreviato ha condannato Carmine Cesarano (accusato di triplice tentato omicidio) a sette anni di reclusione: una pena ben al di sotto delle aspettative dell’accusa grazie alle argomentazioni del suo legale, l’avvocato Dario Carmine Procentese. Riguardo gli altri componenti Agostino Cesarano (difeso dall’avvocato Claudio Davibo), Agostino Ramaglia (difeso dagli avvocati Dario Carmine Procentese e Nicola Foschini) e Ferdinando Sellitto (difeso sempre da Procentese) è arrivata per loro la condanna a tre anni e due mesi di reclusione.
Lo scontro tra famiglie
I tre erano accusati del concorso nella detenzione dell’arma e delle lesioni cagionate ai membri della famiglia Darbucci, vittime della furia scatenata dai quattro soggetti della famiglia Cesarano. Per tutti il giudice ha escluso l’aggravante dei motivi futili ed ha disatteso le richieste della Procura soprattutto in relazione alla posizione di Carmine Cesarano per il quale il pubblico ministero, dopo aver evidenziato la gravità inaudita dei fatti, aveva invocato 10 anni di reclusione. Per gli altri tre componenti del gruppo la Procura aveva invece avanzato richiesta di condanna a tre anni e quattro mesi di reclusione.
Vi è inoltre da aggiungere che per i quattro, nel caso in cui decidessero di non impugnare la sentenza di condanna, in ragione della riforma Cartabia le pene verrebbero ulteriormente ridotte per Agostino Cesarano, Ramaglia e Sellitto a 2 anni e sette mesi di reclusione mentre per Carmine Cesarano, la pena verrebbe ridotta nella misura di cinque anni e dieci mesi.

