S. Antimo. Bocciato il ricorso di Russo contro lo scioglimento, niente reintegro per l’ex sindaco

Il Tribunale amministrativo Regionale della Campania , ha definitivamente stroncato le speranze dell’ex sindaco Russo e dei consiglieri che sostenevano la sua maggioranza di annullare lo scioglimento del consiglio comunale avvenuto il 28 agosto 2019 a seguito della sfiducia firmata da tredici consiglieri il giorno 18 luglio 2019 presso il notaio Giuseppe Ronza.
L’atto di sfiducia però conteneva un errore formale , ovvero la data di nascita del consigliere Barretta, risultava sbagliata.
L’errore prontamente colto dall’amministratore sfiduciato venne immediatamente segnalato e fu oggetto di polemica fra le parti.
Il giorno successivo con un atto singolo presso il Notaio Ronza fu rettificata la data di nascita del consigliere al fine di validare l’atto precedente.
Secondo l’ex sindaco Russo però l’errore era sufficiente ad invalidare la sfiducia facendo decadere solo i 12 consiglieri che sarebbero stati surrogati.
A questo punto, all’ ex sindaco ed ai suoi sostenitori, dopo aver aspramente criticato l’operato della Prefettura a seguito della nomina di una terna commissariale,non restava altro che ricorrere al TAR per vedere riconosciute le proprie ragioni.
Le motivazioni addotte  per impugnare lo scioglimento del Consiglio, non sono state però accettate dal Tribunale,che nella Camera di Consiglio del 23 ottobre 2019, presieduta da Salvatore Veneziano, ha bocciato il ricorso degli ex amministratori ricorrenti, condannandoli oltretutto al pagamento delle spese processuali.
Una dura sconfitta per l’ex sindaco che più volte sui social aveva fatto trasparire la sua fiducia per l’accoglimento del ricorso che gli avrebbe consentito il reintegro alla guida della Città.
Appena si è diffusa la notizia della pubblicazione della sentenza, avvenuta nella mattinata di oggi, non sono mancati commenti sui social da parte dei principali oppositori in consiglio come Chiariello, Italia e Treviglio che hanno espresso soddisfazione per il riconoscimento del loro operato