Sale giochi, centri scommesse, bingo e casinò: cosa cambia col nuovo Dpcm

Dopo i limiti orari, con la chiusura prevista alle ore 21 ai sensi del decreto di domenica scorsa, un nuovo stop al gioco. Lo prevede il Dpcm di Giuseppe Conte, con il quale si sospende l’attività di “sale giochi, sale scommesse, sale bingo e casinò“.

Chiusure sale giochi, sale scommesse e sale bingo, Chiacchio (Pres. AGSI): “Da secondo lockdown danni economici enormi, si torna a colpire un settore già in grande sofferenza”

“Purtroppo questo secondo lockdown era nell’aria, ma è stata fatta gran confusione, si è chiuso tutto senza alcun criterio. Concordo pienamente con tutte le categorie imprenditoriali, che lamentano il fatto di aver fatto investimenti ed adottato protocolli sanitari per poi essere chiusi. Il Governo non capisce che quando prende queste decisioni drastiche, crea danni economici enormi”. Lo ha detto Pasquale Chiacchio, presidente dell’AGSI (Associazione Gestori Scommesse Italia) ad Agimeg, commentando il DPCM firmato nel weekend dal Premier Conte che chiude, tra le altre attività commerciali, anche le sale giochi, sale scommesse e bingo, da oggi fino al 24 novembre.
“Già dopo il primo lockdown di primavera abbiamo dovuto adottare tutti protocolli stabiliti per legge, evitando assembramenti nelle sale, obbligando i nostri clienti ad indossare la mascherina, disinfettare le mani e contingentando gli ingressi, per di più in Campania previa misurazione della temperatura, perdendo così il 40% del fatturato. Ora questo secondo lockdown è incomprensibile, ad oggi non vi sono evidenze che le sale scommesse o bingo siano focolai di contagio, in quanto rispettiamo protocolli più stringenti di altre attività, senza contare che possiamo contare su spazi ampi, come quelli di un’agenzia di scommessa o di una sala bingo, che permettono un distanziamento ottimale tra giocatore e giocatore. Ora – prosegue Chiacchio – vogliamo un confronto con la politica, per evitare che alla scadenza del mese di chiusura il Governo possa optare per una ulteriore proroga. Vogliamo un incontro serio, concreto, costruttivo e condiviso. Scegliere di chiudere tutto è stata la soluzione più semplice, ma si è andati a colpire attività già penalizzate in primavera e ancora in grande sofferenza. Gli addetti del settore hanno fatto investimenti, hanno famiglie da mandare avanti, affitti e bollette da pagare, lo Stato ha le risorse per indennizzare tutti quanti? Noi non possiamo trovarci chiusi dalla sera alla mattina, c’è gente che deve ancora ricevere la cassa integrazione da marzo”.
Il presidente AGSI ha detto di aver inviato alla politica “una richiesta per un incontro di confronto, per avere risposte serie, per avere provvedimenti che tutelino la salute pubblica, in quanto la nostra categoria rispetta le decisioni politiche ma anche la politica deve tener conto dei nostri investimenti, che spesso sono quelli di piccoli imprenditori, di famiglie che vivono di gioco legale. Perché continuare a penalizzare il nostro settore?”, ha concluso Chiacchio.

Nuovo DPCM, Catalfo (Min. Lavoro): “Nel Decreto ‘Ristoro’ saranno presenti aiuti a fondo perduto anche per sale giochi, sale scommesse e sale bingo”

Al vaglio del Governo contributi a fondo perduto per le attività produttive, incluse le attività da gioco. Le nuove misure restrittive inserite nel DPCM riportano, sul tavolo del Consiglio dei Ministri, la necessità di varare nuovi aiuti a sostegno dei settori economici più colpiti. L’Esecutivo lavora per interventi per un totale di 5 miliardi di euro tra tutela dei lavoratori e sostegni alle attività bloccate o ridimensionate dall’ultimo provvedimento. Gualtieri e Conte hanno affermato che la quota che spetta agli aiuti sarà di 1,2 miliardi di euro a favore di circa 300-350 mila imprese. La Ministra del Lavoro, Nunzia Catalfo, in un’intervista a Inblu Radio ha precisato che all’interno del piano di sostegni che verrà discusso nel CdM odierno per delineare il Decreto ‘Ristoro’ saranno presenti i bar, pasticcerie, ristoranti, locali, pub, discoteche, cinema, teatri, sale giochi e impianti da sci. Come riporta ‘Repubblica’ la principale novità sarà l’eliminazione del limite dei 5 milioni di euro di fatturato.