Sfiduciato il sindaco di Sant’Antimo, i commenti dei consiglieri comunali

Iniziano ad arrivare i primi commenti politici alla notizia della fine della consiliatura del sindaco Aurelio Russo, oramai non più in carica dopo le dimissioni dinanzi ad un notaio di 13 membri dell’assise cittadina su 24. Corrado Chiariello, coordinatore delle opposizioni di centrodestra che nel 2017 sfidò al ballottaggio Russo e tra i firmatari delle dell’atto, dice senza mezzi termini: «Oggi è una splendida giornata. Dovevamo firmare la sfiducia per il bene dei nostri concittadini. Dovevamo mandare a casa un sindaco che ha prodotto solo disastri e lo abbiamo fatto. Di questo ringrazio i colleghi consiglieri che lo hanno reso possibile: chiudiamo definitivamente un capitolo assolutamente buio della storia di Sant’Antimo, una città letteralmente piegata ad un sindaco che di fronte ai propri interessi personali e familiari non ha esitato a combinarne di tutti i colori, portando la città al degrado e al dissesto». Secondo Chiariello «si chiude al peggiore esperienza politica e amministrativa di sempre. Restituiamo ai cittadini la dignità, restituiamo il diritto di cambiare e di scegliere, appena sarà possibile, una nuova amministrazione capace ed efficiente».

Eduardo D’Antonio del gruppo Misto rivendica anch’egli la scelta di dimettersi da consigliere. «Nonostante il malcontento generale – afferma D’Antonio – abbiamo creduto che il bene del paese andasse anteposto a qualsiasi velleità. Ci siamo caricati della responsabilità di votare il Bilancio a marzo nonostante un parere negativo dei revisori dei conti, perché Sant’Antimo non meritava il dissesto. E nel trovare questi voti, nel ricercare una quadra che unisse quest’amministrazione, ci siamo resi conto che una parte di questa maggioranza politica non era in grado di gestire la città».

Arrivano poi le parole di Innocenzo Treviglio, consigliere della lista Cittadini per Sant’Antimo. «Dovrei sentirmi felice, ma non lo sono. Io avevo creduto in questo sindaco, che ho contribuito a fare eleggere, ma purtroppo si è dimostrato il peggior sindaco di sempre». Treviglio, poi, individua uno dei motivi che a suo dire hanno causato la fine anticipata dell’esperienza del centrosinistra: il ruolo politico del figlio del sindaco Aurelio Russo, Domenico Antonio Antimo che ufficialmente non aveva incarichi all’interno dell’amministrazione. Le parole dell’esponente de Cittadini per Sant’Antimo sono dure. «Il sindaco ha anteposto la volontà di assecondare le beghe di suo figlio rispetto all’armonia e condivisione con la coalizione. Si era creato un clima da tutti contro tutti». Per Treviglio sarebbe stato proprio Domenico Antonio Antimo Russo ad aver «fatto fuori me, Ferdinando Pedata e Francesco Esempio».

Altra ipotesi, tutta da verificare, è che Russo padre stesse lavorando politicamente per far candidare alle regionali del prossimo anno suo figlio, magari nel Partito Democratico o in qualche lista collegata? Ma Domenico Antonio Antimo Russo non ci sta e ribatte: «Rispedisco al mittente le affermazioni del consigliere, il suo è solo astio personale, di politica c’è poco. Lezioni da chi ha consegnato il comune allo sbando amministrativo non ne accetto. Sant’Antimo – l’aggiunta – ha perso la possibilità di essere amministrata con intelligenza, legalità e passione. La colpa certo non è dei cittadini ma solo di chi voleva sfruttare la politica per fini personali e per i loro accoliti, passando da uno schieramento all’altro volendo ricattare (politicamente ndr.) il sindaco, quando questi hanno capito che con l’amministrazione Russo sponde in tale senso non erano possibili ha scelto le dimissioni».

«Rammaricato per la fine anticipata del mandato è anche Gabriele Pappadia del Partito Democratico, che non condivide la scelta dei suoi colleghi in consiglio comunale. «Le dimissioni di 13 consiglieri comunali che hanno portato allo scioglimento del Consiglio Comunale di Sant’Antimo, rappresentano una pagina bruttissima della politica locale. Si è preferito sfuggire alle proprie responsabilità di amministratori, nascondendosi dietro ridicole e in alcuni casi pretestuose motivazioni, pur di tentare inutilmente di giustificare questo vile gesto di vigliaccheria. Chi è abituato a lavorare per il bene comune, non può che essere deluso da tali comportamenti». Pappadia conclude: «Oggi non ha perso il Sindaco Russo e la coalizione che lo ha lealmente sostenuto fino alla fine. Ha perso la città di Sant’Antimo».

«Ricorderemo questa consiliatura come la stagione degli inutili mutanti (tra salti della quaglia e precari assessorati in cerca d’autore), ma soprattutto, Sant’Antimo esce a pezzi da questa esperienza disastrosa, questa Amministrazione oltre ad essere scollegata con i problemi reali, ha tradito troppi punti del suo stesso programma» così l’ex candidato a sindaco del Movimento 5 Stelle Nicola Chiantese.