Tre verbali redatti tra lo scorso luglio e la settimana scorsa. A formalizzare la decisione di passare dalla parte dello Stato. Carmine Grosso, ras del rione Sanità, ha deciso di collaborare con la giustizia. Ad annunciarlo, durante un’udienza a Napoli, il pubblico ministero Urbano Mozzillo che ha annunciato un avviso di deposito degli atti. Si tratta appunto dei verbali che sanciscono la nuova scelta di vita di Grosso.
Grosso fu arrestato nel marzo scorso nel corso del maxi blitz contro il nuovo cartello Pirozzi-Savarese. L’inchiesta documentò il passaggio di egemonia e le alleanze fluide. Dopo il declino dei Mauro dei Miracoli è appunto emerso il gruppo Savarese-Pirozzi, legato a doppio filo al cartello dei Mazzarella. Gli indagati venivano ripresi dalle telecamere investigative mentre pattugliavano vico Gradini San Nicandro in pieno assetto da guerra: pistole nella cintola, revolver argentati mostrati con orgoglio, scarrellamenti udibili nelle ambientali.
«Tengo una mitraglietta a portata di mano, che devi fare?», diceva Salvatore La Salvia in un’intercettazione del 2020. Il gruppo non temeva lo scontro frontale, come dimostrato dai conflitti a fuoco con il clan Lepre del Cavone di piazza Dante, o le spedizioni punitive come quella nella Galleria Laziale di un anno prima. Grosso, classe 1965, nell’ordinanza di custodia cautelare eseguita a marzo viene indicato come uno degli esattori del nuovo cartello che aveva allungato i suoi tentacoli sul Rione Sanità.
“Per i Mazzarella mi sono prostituito”, lo sfogo del reggente dei Pirozzi-Savarese
