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Sistema Imperiale, condanne in appello per il gruppo del ‘boss dei Van Gogh’

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Processo d’appello per Raffaele Imperiale, il narcos dei Van Gogh , e per i suoi collaboratori. Un ‘sistema’ capace di importare tonnellate e tonnellate di droga. Secondo l’accusa, Imperiale avrebbe diretto l’acquisto della cocaina direttamente dalla sua latitanza a Dubai, gestendo dagli Emirati Arabi il più fiorente traffico internazionale di droga in Europa con un asse che dal Sud America arrivava nei Paesi Bassi e in Italia dove il ‘canale privilegiato’ era quello costituito dagli Amato-Pagano. I giudici di secondo grado hanno inflitto ad Imperiale 22 anni di reclusione, un considerevole aumento rispetto ai 15 anni e otto mesi. Riguardo la galassia scissionista è senza dubbio degno di nota il risultato per Marco Liguori, per un periodo reggente proprio del gruppo che sfidò i Di Lauro. Liguori era ritenuto il principale “filo di collegamento” tra Imperiale ed il clan Amato-Pagano, in quanto era il soggetto che, stando in contatto diretto con il narcotrafficante emigrato a Dubai, garantiva il costante rifornimento di droga per il gruppo: in primo grado fu così condannato alla pena di 10 anni e quattro mesi. Condanna che si sarebbe dovuta aggiungere alla condanna di 8 anni riportata da Liguori per essere stato il capo del clan Amato-Pagano, nonché alla condanna di 8 per l’estorsione commessa in danno di Luigi Vitiello per i lavori di costruzione di un supermercato Eurospin a Melito di Napoli. Grazie alle argomentazioni dei suoi legali, gli avvocati Luigi Senese e Andrea Di Lorenzo, Liguori ha ottenuto il riconoscimento del vincolo della continuazione tra le varie condanne, ottenendo una pena finale (comprensiva quindi di tutte le condanne sopra citate) pari a 14 anni e 4  mesi di reclusione: un vero successo se si considera che se non avesse ottenuto il riconoscimento della continuazione avrebbe dovuto scontare 26 anni e 4 mesi di reclusione.

Le altre condanne

Non sono mancate altre sorprese come quella per l’ex numero due degli ‘Scissionisti’ Fortunato Murolo che, grazie alla strategia difensiva del suo legale, l’avvocato Rocco Maria Spina, ha ottenuto la continuazione con una precedente condanna, rimediando la pena finale di 14 anni (arrivando però dai quasi 11 anni del primo grado). Riduzione anche per Antonio De Dominicis (difeso sempre dal ‘tandem’ composto dagli avvocati Luigi Senese e Andrea Di Lorenzo) che a fronte di una condanna di 4 anni rimediata in primo grado, a seguito del riconoscimento della continuazione con una precedente condanna sempre per traffico di stupefacenti, ha visto ridurre la pena inflittagli dal gip a soli quattro mesi di reclusione. Tra le altre condanne spiccano i 12 anni per Bruno Carbone che non ha presentato il ricorso in appello ottenendo così lo ‘sconto’ di due anni rispetto ai 14 del primo grado, 15 anni e quattro mesi Daniele Ursini, 10 anni Luca Albino, 15 anni Mario Simeoli, 7 anni e 6 mesi Antonio Puzella, 6 anni e quattro mesi Giuseppe Gentile, 12 anni Marco Panetta, 5 anni e quattro mesi Corrado Genovese, 7 anni Girolamo Lucà, 11 anni Ciro Gallo, 4 anni e otto mesi Gianmarco Cerrone.

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