Napoli e la sua provincia continuano a fare i conti con una preoccupante escalation di furti e microcriminalità che sta mettendo in ginocchio il tessuto commerciale sano della città. Un fenomeno fuori controllo che costringe i cittadini onesti a vivere in un costante stato di ansia e a modificare persino le proprie abitudini quotidiane pur di tutelare i propri beni, avvertendo una logorante sensazione di abbandono e di assenza di tutele da parte dello Stato.
L’ultimo grave episodio in ordine di tempo è la denuncia disperata di un commerciante del territorio, titolare dell’attività “Smashiamo – Non solo smash” di Pomigliano d’Arco, già finito nel mirino della criminalità pochi mesi fa, prima con un tentativo di furto della propria auto e poi con una spaccata subita all’interno del proprio locale nella notte del 26 dicembre 2025.
La scorsa notte si è consumato l’ennesimo incubo. Durante l’orario di chiusura del locale, il titolare e la moglie hanno sorpreso un malvivente mentre tentava di rubare la loro vettura, mentre poco distante un complice lo attendeva a bordo di un Fiat Doblò blu con particolari grafiche laterali. Nel tentativo concitato di bloccare la fuga dei criminali, questi ultimi si sono dileguati effettuando una pericolosa manovre in retromarcia a forte velocità. Per lo shock e la paura, la donna è svenuta al suolo. L’aspetto più drammatico dell’intera vicenda è che alla scena ha assistito anche il figlio della coppia, un bambino di appena 9 anni, rimasto terrorizzato e in lacrime. A dimostrazione della totale sfrontatezza e del senso di impunità che domina le strade, le telecamere di videosorveglianza hanno immortalato lo stesso veicolo dei banditi mentre ripassava indisturbato davanti al locale pochi istanti dopo il fatto, sorpassando la fila di auto.
Sulla vicenda è intervenuto duramente il deputato di Alleanza Verdi-Sinistra Francesco Emilio Borrelli, a cui il commerciante ha indirizzato la propria segnalazione: “Siamo davanti a uno stato di esasperazione legittimo e pericoloso. È inaccettabile che cittadini che portano avanti un’attività tra mille sacrifici, rinunciando agli affetti e al tempo da trascorrere con i propri figli, debbano subire continui danni economici e traumi psicologici. Com’è possibile che un cittadino riesca a raccogliere informazioni e indizi sull’identità dei presunti responsabili tramite i social in pochi giorni, mentre le denunce formali si arenano per anni? Non è tollerabile che le vittime debbano fare le veci di chi dovrebbe garantire la sicurezza. Esprimo la mia piena solidarietà alla famiglia e chiedo un intervento investigativo immediato e un pattugliamento reale e costante delle nostre strade. Lo Stato deve dare un segnale di presenza prima che la situazione sfugga definitivamente di mano”.

