E’ tornato a casa ieri sera dopo una detenzione lunga otto anni (era in carcere dal 2013) Marco De Micco, uno dei tre fratelli indicati dalla Procura e dalle informative delle forze dell’ordine come a capo del gruppo dei ‘Bodo’ insieme ai suoi fratelli Luigi e Salvatore. Una notizia che a Ponticelli e dintorni desta già molto scalpore. Merito della strategia difensiva seguita in questi anni dal suo legale, Stefano Sorrentino. De Micco infatti fu arrestato nel maggio del 2013 da latitante grazie ad un blitz degli uomini della squadra mobile e della squadra investigativa del commissariato di Ponticelli. Dopo aver scontato la propria pena per associazione De Micco era imputato nel processo insieme ai ras dei Cuccaro-Aprea di Barra. Su quel processo però è arrivata la scure della Cassazione che ha annullato con rinvio, subentrando poi la scadenza dei termini De Micco ha potuto così riassaporare la libertà.

La situazione con la scarcerazione di De Micco junior

La notizia ha un’importanza capitale anche in riferimento a quello che sta avvenendo nel quartiere con la guerra che da mesi vedi opposti i Casella di via Franciosa e i De Martino ‘XX’ nati proprio come ‘costola’ dei De Micco. La scarcerazione di De Micco junior potrebbe rovesciare gli equilibri fin qui esistenti in una guerra (leggi qui l’articolo) che non ha risparmiato fin qui bombe (come quella esplosa due giorni fa in via Luigi Crisconio) e omicidi (è di sabato scorso l’omicidio di Giulio Fiorentino).

L’articolo precedente

Ponticelli la situazione è più intricata che mai. La guerra per il controllo del territorio e dei traffici illeciti nella periferia orientale ha ormai raggiunto un livello tale da coinvolgere più di un gruppo nella contesa in atto da ottobre tra i Casella (gruppo di via Franciosa) e i De Martino ‘XX’, ‘costola’ del vecchio clan dominante, i De Micco. La ‘pistola fumante’ il ferimento di ieri di Ciro Cotugno in via San Michele. L’uomo, che vanta precedenti per droga, sarebbe stato colpito ad una spalla mentre giocava con il figlio sul balcone della sua abitazione. Un solo colpo che gli ha perforato la spalla costringendolo al ricovero presso l’ospedale Villa Betania. Alcune ore prima una terribile esplosione su via Luigi Crisconio (leggi qui l’articolo) dove abitano alcune persone legate da vincoli di parentela ai Casella. Ancora da definire del tutto il ruolo di Cotugno nella vicenda: l’uomo infatti in passato è stato vicino al gruppo dei D’Amico ‘Fraulella’ del rione Conocal e tale particolare complicherebbe ulteriormente la situazione perchè inserirebbe un altro fattore nel contesto già complicato di Ponticelli.

Le ‘tappe’ della guerra

Ad iniziare la nuova guerra sono stati proprio i Casella con l’agguato, a ottobre, contro Rodolfo Cardone, giovane legato alle nuove leve del clan D’Amico. Poi l’agguato contro Luigi Aulisio (genero degli stessi Casella), il ferimento di Rosario Rolletta (ex ras dei De Micco che dopo quel raid ha deciso di collaborare con la giustizia) e il ferimento del ras dei Casella Giuseppe Righetto alias ‘Peppe ‘o blob’. Fino al culmine della contesa con l’omicidio di Giulio Fiorentino e il ferimento di Vincenzo Di Costanzo.

L’omicidio di sabato scorso ai danni degli ‘XX’, costola dei De Micco

L’ordigno piazzato la scorsa notte poco dopo le 3 in alcuni cassonetti presenti in strada. Il boato è stato terribile: in frantumi i vetri di decine di auto con tantissimi che si sono affacciati ai balconi per cercare di capire cosa fosse successo. Gli investigatori giunti sul posto hanno subito capito che si trattava di un’intimidazione: profondi conoscitori del quartiere sanno chi abita su quella strada. La bomba potrebbe dunque essere la classica ‘risposta’ all’omicidio di Giulio Fiorentino e al ferimento di Vincenzo Di Costanzo, organici proprio al neogruppo che dunque nell’arco di una settimana avrebbe reagito al raid dei nemici.

La guerra contro i Casella

Proprio l’interrogatorio di Vincenzo Di Costanzo potrebbe rivelarsi decisivo per risalire agli autori dell’agguato di sabato scorso al rione Incis di Ponticelli o per cercare quanto meno di ricavare maggiori indizi (leggi qui l’articolo sull’omicidio). Il 23enne centrato da due colpi di pistola all’inguine e alla gamba destra e trasportato d’urgenza all’ospedale del Mare: sottoposto ad un delicato intervento chirurgico non è in pericolo di vita. Peggio è andata a Giulio Fiorentino che era con lui in via Esopo morto poco dopo l’arrivo a Villa Betania. Il timore degli investigatori è che il doppio raid (seguito a quello contro Giuseppe Righetto) possa innalzare ancora di più lo stato di tensione. Per tale motivo gli uomini della squadra mobile e della squadra investigativa del commissariato di Ponticelli hanno fretta di interrogare il giovane per avere un quadro investigativo ancora più chiaro. Questi ultimi credono che vi sia un collegamento diretto tra l’agguato contro i due giovani e il raid di due giorni prima di via Franciosa riallacciandosi così allo scontro in atto da mesi tra i Casella (cui Righetto appartiene) e i De Martino ‘Xx’ (eredi dei De Micco).

Le ipotesi riguardo l’agguato contro ‘Peppe ‘o blob’

La vicinanza dei due al gruppo ‘Xx’ sarebbe testimoniata anche da numerose foto che ritraggono proprio i due giovani dietro la sigla. Le indagini affidate alla polizia che ritiene molto probabile l’agguato una ‘risposta armata’ al raid contro Giuseppe Righetto ‘o blob personaggio ritenuto organico ai Casella. Il sodalizio di via Franciosa dall’ottobre scorso è in guerra proprio con gli ‘Xx’ per il controllo delle attività illecite su Ponticelli. Agli investigatori della polizia Righetto aveva raccontato di essere stato avvicinato da due rapinatori e di aver reagito. Versione che non ha mai del tutto convinto chi Ponticelli la conosce e sa le dinamiche criminali verificatesi in questi mesi. Eppure nelle ultime ore si starebbe affacciando un’altra ipotesi e cioè che Righetto possa essersi ferito nel corso di un’azione armata. Un’ipotesi al momento che renderebbe il quadro investigativo ancora più complesso.

Le alleanze nella periferia orientale: tutti contro gli ‘XX’

La situazione resta in piena evoluzione anche riguardo gli assetti e le alleanze nella periferia orientale. I Casella infatti vantano un’alleanza con i Minichini-De Luca Bossa guarda caso acerrimi nemici dei De Micco. Questi avrebbero ricostituito il loro braccio armato attorno al fratello minore del ras Antonio De Martino, guarda caso amico proprio di Fiorentino e Di Costanzo. Giovani spietati entrati in contrasto sia con i Casella sia con i D’Amico del vicino rione Conocal.

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