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“Torna a casa leone”, il ras detenuto del clan Sequino esaltato su TikTok

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Un’altra segnalazione arriva dal deputato dell’Alleanza Verdi-Sinistra Francesco Emilio Borrelli e riguarda un video dedicato a Silvestro Pellecchia, ritenuto dagli inquirenti uno degli esponenti più pericolosi del clan Sequino della Sanità. Nel filmato, il detenuto viene osannato con scritte come “torna presto a casa, forza leone, io aspetto solo a te”. Pellecchia è lo zio materno di Emanuele Tufano, quest’ultimo è il ragazzo di appena 15 anni tragicamente ucciso a colpi di pistola a Corso Umberto I la notte tra il 23 e il 24 ottobre 2024, vittima di uno scontro tra paranze giovanili.

La denuncia di Borrelli: “Vengono contrabbandati come leoni o martiri”

Siamo davanti a un corto circuito culturale e sociale che fa ribollire il sangue”, dichiara Borrelli. “Questi soggetti vengono contrabbandati sui social come ‘leoni’ o martiri, ma la verità storica e giudiziaria ci dice che sono dei falliti che producono solo morte e distruzione. L’esaltazione di figure legate al clan Sequino è ancora più aberrante se si pensa che proprio quel contesto criminale e familiare ha fatto da sfondo alla prematura e tragica fine del giovane Emanuele Tufano, strappato alla vita a 15 anni per logiche di paranza. Quale futuro indicano questi modelli ai nostri giovani? La galera o il cimitero.”

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La magistratura e le forze dell’ordine stanno facendo il loro lavoro, come dimostrano le condanne in primo grado arrivate nei mesi scorsi per i responsabili di quella maledetta sparatoria. Tuttavia, lo Stato non può tollerare che sulle piattaforme digitali continui indisturbata la propaganda camorristica che normalizza il male e ammicca alla malavita. Chiediamo l’oscuramento immediato di questi profili e un tracciamento rigoroso di chi, anche dal carcere, riesce a veicolare messaggi all’esterno. La camorra si combatte anche togliendole il microfono sui social network.

Il ras del clan Sequino rassicurò il papà in carcere: “Stai senza pensieri”

 

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