Per gli investigatori toscani era a capo di una banda specializzata nelle truffe agli anziani con base a Livorno. I malcapitati venivano contattati con il classico ‘escamotage’ del finto carabiniere e del finto incidente e depredati di ogni bene. Nonostante questo pesante quadro accusatorio per Vincenzo Vaccaro, difeso dall’avvocato Giuseppe Formicola, si sono aperte le porte del carcere con la sostituzione della misura cautelare del carcere con l’obbligo di dimora nel comune di residenza e conseguente obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Il 38enne Vincenzo Vaccaro balzò agli onori delle cronache qualche anno fa quando fu protagonista di una singolare truffa immobiliare a Posillipo: una volta “puntato” l’immobile da acquisire, uno di loro ci entrava regolarmente in affitto e in quel modo poteva sia entrare in possesso delle copie dei documenti di identità dei proprietari, allegate al contratto di locazione, sia delle chiavi di casa, per poterla poi esibire ai futuri acquirenti. Allo stesso tempo, con la complicità di familiari, presentavano a un ignaro notaio una procura a vendere l’immobile del parente, al solo fine di ottenere un numero di repertorio. In un secondo momento, con lo stesso numero di repertorio – apposto però su un documento con dati anagrafici falsificati – si presentavano da un diverso notaio per ottenere una procura notarile alla vendita dell’immobile di lusso preso di mira e già nella loro disponibilità materiale grazie al contratto di affitto. La terza fase consisteva nella messa in vendita sul mercato a prezzo molto allettante dell’appartamento per attirare acquirenti in buona fede che erano pronti a sborsare subito congrui anticipi pur di aggiudicarsi l’affare, davanti a un notaio ancora diverso e sempre non consapevole della falsità dei documenti prodotti. Ricevuto il primo bonifico, gli indagati svuotavano quel conto corrente e facevano perdere le proprie tracce.
Truffe agli anziani, scarcerato Vincenzo Vaccaro: era il re delle ‘vendite fantasma’ a Posillipo
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