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Uccise la moglie e il figlio nel Beneventano: “Capace di intendere e volere”

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Salvatore Ocone “è in grado di stare coscientemente in giudizio”. Questo stabilisce la perizia psichiatrica depositata in tribunale a Benevento in vista della prossima udienza, in programma nella giornata di mercoledì 16 settembre, del processo a carico dell’uomo accusato della strage familiare di Paupisi. Il 30 settembre dello scorso anno, l’uomo uccise a colpi di pietra sua moglie Elisa e suo figlio 15enne Cosimo, mentre la figlia adolescente, Antonia, ridotta in fin di vita, riuscì a sopravvivere.

La fuga di Ocone e la perizia del Cotugno

Ocone era poi fuggito dal paese campano portando sulla sua auto i due figli ed era stato catturato alcune ore più tardi nelle campagne attorno a Campobasso. La perizia disposta dai giudici è stata effettuata da Vincenzo Scarallo, dirigente medico e psichiatra del Cotugno di Napoli. Nella relazione finale, di meno di 40 pagine, l’esperto ha tracciato la personalità di Ocone, accompagnata da deliri, allucinazioni e alterazione del senso della realtà.

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Durante i colloqui avvenuti nel carcere di Capodimonte, l’omicida ha spiegato di aver ucciso la moglie perché la riteneva “posseduta dal demonio”. Al termine del test invece lo psichiatra è giunto a una conclusione che potrebbe portare il 59enne di Paupisi all’ergastolo. Il perito incaricato dal presidente della Corte di Assise di Benevento, Sergio Pezza, ha rilevato che nell’imputato appaiono conservati i principali parametri funzionali: in sostanza, conclude Scarallo, Ocone all’epoca dei fatti era capace di intendere e volere.

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