Un mancato saluto poteva far scoppiare una guerra, la storia delle tensioni tra gli Orlando e i Polverino

E’ agosto 2015 quando giunge a termine il ‘matrimonio’ di interessi tra gli Orlando (poi divenuti padroni assoluti di Marano) e i Polverino. Il culmine del contrasto si è però consumato il 30 agosto 2015: coinvolti due affiliati del clan dei ‘Carrisi’, Antonio Di Lanno (fratello di Ciro) e Peppe ‘Merdillo’ (poi identificato in Giuseppe Passaro). Costoro sarebbero andati al “truglio”, zona ricompresa tra il Corso Mediterraneo e via Adda, sottoposta al controllo dei Polverino, e tale “Michelino” non aveva alzato la mano per salutarli, suscitando la loro reazione, riportata poi ad alcuni componenti del gruppo del “Truglio”.  Dopo quell’episodio vi fu l’incursione di Claudio Visconti e Diego Giarra uomini di for ‘o truglio, ai ‘Carrisi, ove vi fu un confronto con Raffaele Lubrano e Celeste Carbone, durante il quale era intervenuto Raffaele Veccia (alias o maresciallo) che aveva minacciato e allontanato i due polveriniani, recependo quel gesto come un affronto al clan Orlando.

Tanto aveva determinato il coinvolgimento immediato dei referenti delle due consorterie di “e for o truglio” e degli Orlando, rispettivamente nelle persone di Salvatore Ruggiero (alias “Totore o russ”), figlio di Geppino “Cepp e fung”, ed Armando Lubrano alias “Armandino”, i quali si adoperavano per un’opera di mediazione tra le due “alleanze”. Un particolare che dimostra la caratura criminale di Passaro, genero di Gateano Iacolare, uno dei componenti del commando che uccise Giancarlo Siani, giornalista del Mattino.