È stato arrestato dai carabinieri della Stazione di Villaricca un uomo di 33 anni, Gino Gaetano Serritella, fermato nella notte nel corso di un controllo effettuato nell’ambito dei servizi di prevenzione e repressione dei reati.
L’uomo si trovava alla guida di un’autovettura quando è stato fermato dai militari. La perquisizione personale e del veicolo avrebbe portato al rinvenimento di un borsello contenente 42 involucri di sostanza stupefacente, successivamente sottoposta a narcotest e risultata, secondo il verbale, riconducibile a cocaina e crack, per un peso complessivo lordo di circa 14,7 grammi.
Nel dettaglio, gli investigatori riferiscono di avere trovato diversi involucri di differenti colori e dimensioni, contenenti sostanza ritenuta stupefacente. Nel corso della stessa operazione sono stati inoltre sequestrati 195 euro in contanti, suddivisi in banconote e monete, oltre a un telefono cellulare.
Le operazioni, iniziate intorno alle 2.42, sono proseguite anche presso il domicilio indicato dall’uomo, dove – secondo quanto riportato nel verbale – la perquisizione non avrebbe consentito di rinvenire ulteriore sostanza stupefacente.
L’uomo è stato quindi arrestato e messo a disposizione dell’autorità giudiziaria.
La convalida e i domiciliari
All’esito dell’udienza di convalida, il Gip del Tribunale di Napoli Nord ha convalidato l’arresto ed accogliendo la richiesta dell’avvocato Luigi Poziello, ha disposto nei confronti dell’indagato la misura cautelare degli arresti domiciliari.
La convalida dell’arresto e l’eventuale applicazione di una misura cautelare sono provvedimenti distinti: il giudice verifica la legittimità dell’arresto e valuta, sulla base degli elementi disponibili, le esigenze cautelari. Gli arresti domiciliari costituiscono una misura cautelare che impone alla persona sottoposta alla misura di non allontanarsi dal luogo stabilito dal giudice, salvo le eventuali autorizzazioni previste dalla legge.
A carico dell’uomo risultano inoltre, secondo quanto riferito, plurimi precedenti penali e ulteriori procedimenti pendenti, elementi che saranno valutati nell’ambito del procedimento.
L’attività investigativa proseguirà ora sotto il coordinamento della Procura competente per chiarire la destinazione della sostanza e ricostruire l’eventuale rete di approvvigionamento.
L’uomo, in quanto sottoposto a indagine e non destinatario di una sentenza definitiva, deve essere considerato non colpevole fino a eventuale condanna irrevocabile.

