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mercoledì, Febbraio 1, 2023
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Vittorie in campo, scandali e inchieste fuori: la parabola della Juve di Agnelli. I motivi alla base delle dimissioni ed i futuri scenari

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Bufera in casa Juve dopo le dimissioni di Andrea Agnelli dalla carica di presidente e dell’intero consiglio di amministrazione della società. Le dimissioni sono arrivate dopo un consiglio straordinario del CdA, mentre l’annuncio agli organi di stampa è arrivato ieri sera tramite un comunicato ufficiale. La decisione presa all’unanimità deriva dal coinvolgimento nell’indagine Prisma per falso in bilancio e dalle contestazioni della Consob.

Nella documentazione esaminata dal consiglio “i nuovi pareri legali e contabili degli esperti indipendenti incaricati ai fini della valutazione delle criticità evidenziate da Consob sui bilanci della società al 30 giugno 2021”; nella giornata di ieri il consiglio bianconero ha “nuovamente esaminato le contestazioni della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Torino, le carenze e criticità rilevate dalla Consob e i rilievi sollevati dalla società di revisione Deloitte&Touche”.

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Le dimissioni del CdA

Passaggi, quelli giudiziari, con le perquisizioni della Guardia di Finanza, e di Borsa, che hanno fatto rinviare per due volte l’assemblea degli azionisti, slittata prima da fine ottobre al 23 novembre e poi al 27 dicembre. Un campanello d’allarme che qualcosa di insolito stava succedendo. La dirigenza, che aveva già presentato le sue contro-deduzioni all’organo di vigilanza della Borsa, si è convinta a rivolgersi ad altri esperti. Ed è proprio dalle accuse della Procura di Torino e dalle osservazioni della Consob (l’organo di controllo della Borsa) che è partita la lunga riflessione che ha portato il CdA bianconero a presentare le dimissioni chiedendo al solo amministratore delegato Maurizio Arrivabene di restare nel suo ruolo nella fase-ponte fino al 18 gennaio 2023, quando è stata convocata l’assemblea degli azionisti che dovrà approvare il nuovo CdA.

La Juventus aveva annunciato di aver riscritto i bilanci sulla base delle contestazioni dell’organismo di vigilanza, continuando però a ritenere errati i rilievi sia della Consob sia della Procura di Torino sulla stesura dei bilanci degli ultimi anni. Stavolta invece ha imboccato un’altra strada, modificando il progetto di bilancio e bilancio consolidato al 30 giugno 2022, recependo le indicazioni della Consob e anche quelle della Procura. “Il CdA della Juventus – si legge nel comunicatoha nuovamente esaminato le contestazioni della Procura di Torino”, rilevando che “si tratta di elementi di valutazione suscettibili di differenti interpretazioni e ha considerato i possibili trattamenti alternativi”. Le criticità riguardavano soprattutto le “manovre stipendi” messe in atto durante il Covid, che prevedevano la rinuncia di alcune mensilità da parte dei giocatori nelle stagioni 2019-20 e 2020-21 e la restituzione nelle stagioni successive. Per “un approccio più prudenziale”, la società alla fine ha deciso di contabilizzarli in maniera diversa, recependo di fatto gli appunti mossi dai magistrati che indagano sui conti della Juventus.

Le accuse mosse nell’inchiesta Prisma

Lo scorso 24 ottobre la Procura di Torino aveva notificato ai componenti del CdA della Juventus, a dirigenti con responsabilità strategiche, ai componenti del collegio sindacale e al revisore legale, l’avviso di conclusione delle indagini preliminari iniziate nel corso dell’estate del 2021 riguardo presunte irregolarità relative ai bilanci delle stagioni 2018/2019, 2019/2020 e 2020/2021. Il numero degli indagati saliva quindi a 16, tra cui il presidente bianconero Agnelli, il vicepresidente Pavel Nedved e l’ex responsabile dell’area sportiva Fabio Paratici, oltre all’attuale amministratore delegato Maurizio Arrivabene.

Aumentavano anche i capi d’accusa rispetto all’inizio delle indagini, il principale resta quello di “falso nelle comunicazioni sociali (falso in bilancio)” e “false comunicazioni rivolte al mercato” trattandosi di società quotata in Borsa. Più precisamente si parla dell’ipotesi di reato di “ostacolo all’esercizio delle autorità di pubblica vigilanza (Consob)” e del delitto di “aggiottaggio informativo”. Ad alcuni indagati è stato contestato anche il reato di “dichiarazione fraudolenta mediante l’uso di fatture per operazioni inesistenti, essendo emerso secondo i pm come Juventus abbia corrisposto ad agenti somme per prestazioni che non hanno trovato riscontro e che pertanto sono considerate inesistenti con contestuale danno all’Erario per indebita detrazione di IVA”. La nota della Procura segnalava inoltre la richiesta respinta dal Gip per l’applicazione di misure cautelari per alcuni indagati, decisione contro la quale è stato depositato appello. Parallelamente anche la Consob si era mossa nuovamente pure sull’ultimo bilancio, da qui i due rinvii dell’assemblea degli azionisti diventati tre ieri sera: ora è convocata al 18 gennaio 2023.

Il comunicato ufficiale della Juventus

“I membri del Consiglio di Amministrazione, considerata la centralità e rilevanza delle questioni legali e tecnico-contabili pendenti, hanno ritenuto conforme al miglior interesse sociale raccomandare che Juventus si doti di un nuovo Consiglio di Amministrazione che affronti questi temi. Su proposta del presidente Andrea Agnelli e onde consentire che la decisione sul rinnovo del Consiglio sia rimessa nel più breve tempo possibile all’Assemblea degli Azionisti – si legge nella nota diffusa dalla società – tutti i componenti del Consiglio di Amministrazione presenti alla riunione hanno dichiarato di rinunciare all’incarico. Per le stesse ragioni, ciascuno dei tre amministratori titolari di deleghe (il presidente Andrea Agnelli, il vicepresidente Pavel Nedved e l’amministratore delegato Maurizio Arrivabene) ha ritenuto opportuno rimettere al Consiglio le deleghe agli stessi conferite”. Il Consiglio “ha, tuttavia, richiesto a Maurizio Arrivabene di mantenere la carica di Amministratore Delegato”. Il CdA della “Juventus proseguirà la propria attività in regime di prorogatio sino all’Assemblea dei soci che è stata convocata per il 18 gennaio 2023”.

Le dimissioni di Daniela Marilungo: “Impossibile operare con serenità, non informata su temi di sicura complessità”

Prima che il CdA intero decidesse di lasciare, ci sono state le dimissioni di Daniela Marilungo, “consigliere non esecutivo e indipendente della società” e membro del Comitato Controllo e Rischi e del Comitato ESG (environmental social and corporate governance). “La dottoressa Marilungosi legge nella nota diffusa in serata dalla Juventusha motivato le sue dimissioni sostenendo l’impossibilità di esercitare il proprio mandato con la dovuta serenità e indipendenza anche, ma non solo, per il fatto di ritenere di non essere stata messa nella posizione di poter pienamente ‘agire informata’ a fronte di temi di sicura complessità. Il consiglio di amministrazione ha preso nota dei commenti della dott.ssa Marilungo, non condividendoli”.

La nuova Juventus: Ferrero presidente, Scanavino direttore generale

È Gianluca Ferrero, commercialista, revisore, sindaco e amministratore di varie società, l’uomo che Exor, la holding della famiglia Agnelli che controlla la Juventus, indicherà come presidente della società bianconera. “Ferrero – spiega Exor – possiede una solida esperienza e le competenze tecniche necessarie, oltre a una genuina passione per il club bianconero, che lo rendono la persona più adeguata a ricoprire l’incarico. Exor comunicherà la lista completa dei candidati per il rinnovo del CdA entro i termini di legge, cioè 25 giorni prima dell’assemblea del 18 gennaio”.

Si apre quindi una nuova era nella storia della Juventus. Con Agnelli in 12 anni alla presidenza sono stati vinti 9 scudetti e raggiunte due finali di Champions. Se nel passaparola dei tifosi prendono quota i nomi di Del Piero e Chiellini, mentre crescono le voci su un ruolo per Alessandro Nasi, il primo passo è la nomina di Maurizio Scanavino direttore generale, un incarico che gli ha conferito il CdA dimissionario “al fine di rafforzare il management della società”. Scanavino, tuttavia, manterrà le sue cariche nel gruppo Gedi, di cui è amministratore delegato.

“L’esultanza” della Curva Sud

Nella serata di ieri qualche ultrà bianconero si è ritrovato davanti al quartier generale della Juventus alla Continassa, a tarda sera, dopo le dimissioni dell’intero consiglio di amministrazione. La sede della società, con le luci interne illuminate come di consueto, è ormai deserta. A uscire per ultimi sono stati i collaboratori dello staff del presidente.

“Finalmente una buona notizia”. “Torneremo belli come eravamo. Avanti Curva Sud”. E ancora: “Finalmente tutti fuori ora aspettiamo le dimissioni di Allegri. Torneremo”. Corre sulle pagine social degli ultras Curva Sud Juventus lo stato d’animo della tifoseria bianconera dopo la notizia delle dimissioni del Cda e del presidente Andrea Agnelli.

Tra le frange più oltranziste della curva dell’Allianz Stadium e il club da tempo non corre buon sangue, soprattutto dopo che la società bianconera aveva segnalato alle forze dell’ordine gli atteggiamenti dei gruppi violenti dei gruppi ultras, finiti poi nell’inchiesta Last Banner che ha portato alla condanna dei leader storici della Curva Sud. Sulla pagina ufficiale degli ultras è apparsa in queste ore solo una foto con il settore al completo di striscioni come Drughi e Tradizione. Sotto i commenti, a decine, in cui viene rimarcato il fatto che senza il presidente Agnelli ora si potrà tornare in curva. “La Curva Sud gioisce”.“Finalmente una buona notizia, fino alla fine”.

Il caso Suarez

Ricordiamo un altro scandalo che ha colpito la Juve, concluso con l’archiviazione, “allo stato degli atti”, del procedimento relativo all’indagine della Procura della Repubblica di Perugia sul caso dell’esame-farsa del calciatore Suarez svolto presso l’Università per gli Stranieri del capoluogo umbro per ottenere la cittadinanza italiana. Dalla documentazione ricevuta dalla Procura della Repubblica di Perugia, infatti, non sono emersi elementi sufficienti per ritenere provate condotte illecite rilevanti nell’ambito dell’ordinamento federale sportivo di dirigenti o comunque tesserati, unici soggetti sottoposti alla Giustizia Sportiva.

Il caso risale all’estate del 2020 quando l’attaccante uruguaiano si svincolò dal Barcellona e provò a ottenere la certificazione necessaria per avere il passaporto comunitario che avrebbe favorito un ipotetico trasferimento alla Juventus. Secondo gli inquirenti l’esame fu organizzato “soltanto per consentire a Suarez di ottenere, nei tempi richiesti dalla Juve, e all’esito di una fittizia procedura di esame, la certificazione linguistica necessaria per l’ottenimento della cittadinanza italiana” e per questo sono indagati attualmente l’ex rettrice Giuliana Grego Bolli, l’ex DG dell’Università Simone Olivieri, la professoressa Stefania Spina e l’avvocato della Juventus Maria Cesarina Turco (il professore Lorenzo Rocca, esaminatore, ha patteggiato un anno). Per i primi tre l’accusa è quella di falso e rivelazione di segreti d’ufficio, mentre la dottoressa Turco nella ricostruzione degli inquirenti viene indicata come “concorrente morale e istigatrice” del reato di falso. Lo scorso aprile era stato sospeso invece il procedimento a carico dell’ormai ex dirigente dell’area sportiva della Juventus, Fabio Paratici, e dell’avvocato della stessa società bianconera Luigi Chiappero.

Liga spagnola a Uefa e Serie A: “Sanzionate la Juve”

a Liga spagnola chiederà a Uefa e Serie A di adottare sanzioni contro la Juventus come limitazioni del mercato e penalizzazioni in classifica, dopo le dimissioni dei vertici del club bianconero in seguito all’inchiesta su plusvalenze e falso in bilancio. Lo riferisce Bloomberg citando “fonti a conoscenza della situazione”.

La Liga, già protagonista di un braccio di ferro con il club bianconero e altre big europee per il progetto della Super Lega, sarebbe intervenuta nei mesi scorsi per denunciare il caso delle plusvalenze e dei presunti pagamenti di stipendi in nero da parte della Juve.

Dagospia: “John Elkann ce l’ha fatta. E Scanavino è un suo fedelissimo”

Dagospia ha una sua lettura della questione e spiega che “John Elkann ce l’ha fatta: Andrea Agnelli si è dimesso dalla Presidenza e il braccio ambidestro di Yaki, Maurizio Scanavino, sarà direttore generale. E’ un fedelissimo di John”.

Del Piero: “Tornare? Vediamo. Ho ancora casa a Torino…”

Intervistato da Bein Sports, Alex Del Piero, ex numero 10 e capitano della Juventus, si sofferma sulle dimissioni dell’intero CdA del club bianconero, e su un suo possibile ruolo in società nel futuro prossimo: “Ci sono delle indagini in corso. Non per Ronaldo ma per delle cose che sono successe durante il Covid. Ma sono cose che leggo sui giornali, che non so. Ora ci sono state le dimissioni del CdA, un vero choc. Agnelli si è dimesso da presidente, la proprietà resta la stessa.

Retrocessione? Questo non riguarda la squadra. Riguarda le persone, i dirigenti. Tornare? È presto per dirlo. Io sono stato 20 anni alla Juve, sono stato anche in Serie B. Il mio legame con la squadra e con i tifosi è molto, molto profondo. È stato un grande viaggio. Ogni notizia che riguarda la Juve mi emoziona e mi coinvolge. Ora sono in stand-by, vediamo cosa succede. Sono amico di tutti lì, mi aveva fatto molto piacere quando sono venuti a Los Angeles”.

 

 

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Alberto Raucci
Alberto Raucci
Alberto Raucci, 27 anni. Dal 2018 collaboro con InterNapoli.it, diventando giornalista pubblicista (e conseguendo quindi il tesserino) nel 2020. Nel corso degli anni ho avuto modo di scrivere anche per AbbìAbbè, giornale online e mensile in carta stampata. Abile nella produzione e nel montaggio video.
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