Lo striscione per i rapinatori a Sant'Antimo
Lo striscione per i rapinatori a Sant'Antimo

«Hai lasciato un vuoto incolmabile, un vuoto dentro che nessuno potrà riempire. Eri una persona fantastica, sapevi tanto amore a tutti. Ora sei volato in cielo dal tuo papà. Sono sicura che ti ameranno tutti gli angeli del paradiso». A scriverlo in un post, apparso ieri sulle pagine social, è una parente di Ciro Chirollo, uno dei due rapinatori di Sant’Antimo che venerdì sera ha perso la vita in via Antica Consolare Campana tra Marano e Villaricca.

Ancora da chiarire l’esatta dinamica dei fatti, intanto sui social sono apparse foto e post per ricordarli. Ma nel Rione 219 di Sant’Antimo, la città da cui sia Ciro Chirollo sia Domenico Romano provenivano, sono apparsi anche striscioni a loro dedicati. “Resterai per sempre nei nostri cuori, Ciro vive” si legge su uno di questi, affisso all’esterno di campetto da calcio del quartiere.

Le immagini di striscioni e post di commiato sono state diffuse dal consigliere regionale Francesco Emilio Borrelli sui propri canali social. E la Rete, come sempre, si è divisa tra chi ha sottolineato di “comprendere il dolore della famiglia” e chi invece ha criticato il tutto, giudicandolo una sorta di “sostegno morale” verso i due presunti rapinatori.

Rapinatori morti a Marano, il racconto di Greco non convince: si cercano immagini dell’impatto

Greco, difeso dall’avvocato Domenico Della Gatta, ha raccontato con precisione il momento in cui è stato rapinato del Rolex e di 200 euro da Chirollo e Romano che erano sullo scooter, ma ha mostrato confusione sulle fasi successive. “Ero impaurito e insanguinato – ha detto parlando del momento post-rapina – fortunatamente è passato un ragazzo in scooter che conosco di vista, si è fermato e mi ha aiutato; con lui ho fatto un giro della zona, scoprendo un chilometro più avanti i pezzi della carrozzeria della mia Smart e i due corpi vicini. Mi sono fatto quindi accompagnare a casa e sono poi andato dai carabinieri”. Greco ha anche detto di aver visto un’auto modello giapponese scura che forse aspettava i rapinatori, forse per tendere loro un agguato, ma dell’auto non c’è traccia.

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