E’ uscito di scena nel corso della quarta puntata, ma resta uno dei personaggi più apprezzati di Gomorra. Salvatore Conte (interpretato da Marco Palvetti) sin dai primi episodi aveva deciso di dichiararsi indipendente dai Savastano, trasferendosi in Spagna, dopo un primo tentativo del padrino di ammazzarlo.
Nella penisola iberica ha costruito le sue fortune creando un vero e proprio clan, forse anche più forte di quello dal quale si era staccato. Conte è stato senza ombra di dubbio il primo vero scissionista della serie tv ed è forse per questo motivo che appare semplice ed evidente il collegamento con il capo degli scissionisti della Camorra, Raffaele Amato, oggi detenuto al regime di carcere duro nel blindatissimo penitenziario di Sassari.
Come don Salvatore, Amato fu il capo del clan degli Scissionisti di
Secondigliano che diedero vita nel 2004 alla prima faida di Scampia e come don
Salvatore fuggì in Spagna nel dicembre 2005, accrescendo i traffici di droga e diventando il protagonista numero uno nella vendita di stupefacenti dalla Spagna all’Italia.
Decise di rientrare in Italia per fare la guerra a Di Lauro, potendo godere dell’appoggio degli ex caporali di Ciruzzo messi in secondo piano dal figlio Cosimo e per questi vogliosi di fare guerra all’ex capo. Nel 2009, quando il suo clan era da poco uscito vittorioso dalla prima faida di Scampia, viene arrestato a Marbella dagli agenti napoletani
dell’antidroga con l’accusa di otto omicidi commessi fra il 1991 e il 1993 nella
guerra di camorra tenutasi a Mugnano, che vide contrapposti il gruppo di Antonio Ruocco e il clan di Ciruzzo ’o milionario, a cui apparteneva Amato.
O’Lello viene descritto dai pentiti come un boss carismatico, capace
di mediare, all’occorrenza e dalla grande esperienza criminale.
Da qui facile trovare ulteriori analogie con il suo alter ego di Gomorra Salvatore Conte.

