HomeCronacaCDR, FACCHI E PAOLUCCI IN VISITA ALL'IMPIANTO. TORNANO I MIASMI

CDR, FACCHI E PAOLUCCI IN VISITA ALL’IMPIANTO. TORNANO I MIASMI

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GIUGLIANO – Periferia malata. Ponte Riccio: si sta correndo, giorno dopo giorno, verso l’abisso. L’accordo con il Commissariato di Governo sulla questione del cdr ha solo in parte risolto una delle mille emergenze che opprimono la terra di nessuno. Qui il vero problema è il vento. La tramontana alza tanfi e polemiche. Il sobborgo-discarica di Giugliano ha vissuto l’ennesima notte di passione. Una notte in bianco. Il vento della sera non si sa se spira dal passato (decine di discariche abusive ammassate una sull’altra) o dal presente. Miasmi, tanfi, odoracci che spezzano il sonno e le illusioni. Da dove arrivano? Dal cdr? No, sembrerebbe di no. Forse dalla discarica del Fos (la frazione umida stabilizzata uscente dall’impianto di trattamento) o forse dalla sconfinata piattaforma di stoccaggio delle ecoballe (il pattume secco, in teoria, pressato e racchiuso nel nylon).O dalla fabbrica dell’Ilog, l’industria che lavora gli scarti di macelleria, trasformando ossa e grassi in sapone e farine animali. Quel che è certo è che mentre giorno dopo giorno si tampona in parte un’emergenza (quella del cattivo funzionamento del cdr), si tappa una falla, si rattoppa uno strappo, si rifiata per poche ore, avanzano inesorabilmente altre emergenze. Una dopo l’altra. Succede a Giugliano, dove il numero degli abitanti è passato in pochi anni a quota 91265 (proiezione parziale dell’ultimo censimento), terza città della Regione per numero di abitanti e seconda per estensione; una città attorcigliata al tal punto nell’assurdità urbanistica che nel suo cuore spuntano altri due comuni – Qualiano e Villaricca – e poi si lancia verso le spiagge. I residenti esausti si dicono pronti a tornare sul piede di guerra “finché – spiega Tilde Adamo, portavoce del comitato di lotta – a Ponte Riccio non sarà concesso il diritto di respirare”.

Ieri mattina i commissari vicari di Bassolino per l’emergenza rifiuti in Campania, Giulio Facchi e Massimo Paolucci, sono stati al cdr per l’ennesima ispezione ai lavori di adeguamento dell’impianto. I risultati più immediati stanno arrivando (la sezione di raffinazione dei rifiuti è stata adeguata) ma la situazione generale resta grave: 6 delle 12 piattaforme per il deposito delle ecoballe (un totale di 60’000 mq) sono state già esaurite. Due mesi e il cantiere sarà chiuso. Il rischio è che la collocazione delle balle possa essere minacciosamente definitiva. Di più: in queste terre – 82 ettari al confine tra Qualiano e Giugliano- sarebbero sepolte migliaia di tonnellate di rifiuti illegali. Voci terroristiche diffuse da demagoghi per allarmare la popolazione, dice qualcuno. Sarà. Certo è che la commissione parlamentare d’ inchiesta ha stimato le discariche abusive campane in almeno 150. Ogni tanto se ne scopre qualcuna. Cave abusive dalle pance enormi. In mano alla camorra. L’hinterland giuglianese é uno strano miscuglio di cemento e degrado. I cantieri illegali spuntano ai margini dei centri urbani, divorano le aree ancora intatte. Si è costruito per decenni su terreni di pubblica utilità, spesso con la connivenza delle amministrazioni locali. Lo sguardo spazia nella desolazione a Ponte Riccio. Le grandi colture di peschi e uva, le imponenti coltivazioni di grano, l’aria limpida: questo ormai esiste solo nella memoria, illusioni dell’ anima che non crede alla vista dell’abisso. La realtà: miglia di terreno nero e spoglio, esili, contorti alberi bruciati, come monoliti di una passato aberrante. L’asse mediano scivola su tutto questo per decine di chilometri. E’ la Via Crucis dell’ambiente. L’altare dove viene sacrificato lo sviluppo, la civiltà, il progresso, la modernità. Intanto un altro giorno é andato a Ponte Riccio, le finestre si chiudono, le luci si spengono. Rimangono solo le voci e le storie di un crimine in tempo di pace.

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