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Quando Maradona incontrò Escobar a ‘La Catedral’, il carcere di lusso del narcotrafficante più famoso al mondo

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Una storia raccontata in ogni suo dettaglio, che fatto tanto parlare di sè. Maradona incontrò Pablo Gaviria Escobar nella Catedral, il ‘carcere’ costruito dal re del narcotraffico colombiano. Più che un penitenziario si trattava di una vera e propria residenza di lusso, dove Escobar accoglieva gli ospiti tra cibo e belle donne. Correva l’anno 1991, era il mese di dicembre. Maradona scontava la squalifica di due anni per essere risultato positivo alla cocaina nei test anti doping, quando venne avvisato dal suo agente, Guillermo Coppola, che un importante signore colombiano era intenzionato a pagarlo una cifra considerevole per esibirsi in un’amichevole con altri giocatori sud americani, tra cui Renè Higuita.

Escobar propose a Maradona di diventare il numero 10 della sua squadra, ma Maradona preferì trasferirsi al Siviglia. Era il 1992. Poco più di un anno dopo il corpo senza vita di Pablo Escobar verrà fotografato dagli agenti americani della DEA sui tetti di Medellin.
Maradona accettò la proposta del suo amico e agente, senza farsi troppe domande. Ma quando arrivò a Medellin e fu

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scortato in una prigione circondata da centinaia di guardie, le sue certezze traballarono: “Che succede? Vogliono arrestarmi?”. Il luogo in cui Diego fu accompagnato porta un nome che in Sud America tutti conoscono: La Catedral, il carcere personale di Pablo Escobar.
Maradona rimase di sasso quando venne a conoscenza del tragico capitolo finale della storia di Escobar, quando capì che quel “signore” era il mandante, e l’esecutore, di più di diecimila omicidi ed era stato il padrone assoluto del narcotraffico mondiale.

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