Un nuovo colpo di scena destinato a stravolgere ancora una volta l’inchiesta. Quella sull’agguato dei Quartieri spagnoli dello scorso 16 giugno in cui furono feriti due operai. Secondo quanto emerso dal decreto di fermo eseguito qualche settimana fa dagli uomini della squadra mobile una donna avrebbe aiutato nella fuga l’esecutore materiale e il complice. Sono i sei le persone dei Quartieri spagnoli indagati per tentato omicidio plurimo, detenzione illecita e porto abusivo in luogo pubblico di arma comune da sparo, tutti reati aggravati dalla finalità mafiosa: i fatti ricostruiti nel provvedimento cautelare eseguito dagli uomini della squadra mobile (dirigente Alfredo Fabbrocini) sono avvenuti il 16 giugno e il 31 marzo scorsi. In quell’occasione a farne le spese furono due innocenti, due operai raggiunti dai proiettili in vico Tre Regine a Toledo. I sei appartengono tutti al gruppo Verrano-Nocerino legato ai ‘fraulella’ D’Amico:  si tratta di Massimiliano Verrano, fratello di Gennaro, ucciso il 17 novembre 2017. Tra gli arresti, oltre al fratello della vittima, anche Giuseppe Basile, Mario Marotta e Carmine Nocerino, figlio di Maria D’Amico detta “fraulella”, sorella della defunta donna boss di Ponticelli Nunzia ‘a passilona. Insieme a loro il minorenne G.M. che, leggendo le carte, sarebbe stato l’esecutore materiale.

L’obiettivo del raid ai Quartieri

L’obiettivo un esponente della famiglia Valentinelli, da anni in contrasto proprio con i Verrano. Qualche anno fa Francesco Valentinelli si macchiò dell’omicidio di Gennaro Verrano e per questo condannato a 18 anni. Nemmeno la condanna ha però fermata la lunga scia di risentimento e rancore mai sopita in tutto questo tempo. L’obiettivo designato del raid dello scorso giugno era Giuseppe Postiglione, cugino di Angela Farelli (madre di Valentinelli). Carmine Nocerino, ritenuto il mandante del raid , dopo essere stato convocato la sera stessa in Questura, venne rilasciato insieme ad altre due persone che figurano nella lista dei fermati. E così festeggiò insieme a una parte del gruppo “in mezzo al Rosario”, stappando bottiglie di champagne. Non sapeva però che gli agenti lo tenevano sotto controllo. Ad incastrare invece il giovanissimo sicario i suoi occhiali: uno dei testimoni ascoltati dagli uomini della Mobile ha infatti dichiarato di averlo riconosciuto, nonostante la mascherina chirurgica scura, perchè dopo aver esploso i colpi di pistola si è aggiustato gli occhiali.

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