Una vera e propria mazzata. Quella inflitta qualche giorno fa dai giudici della Corte d’appello di Napoli per Antonio Vastarella, figlio del capoclan delle Fontanelle Patrizio. Il giovane ras è stato infatti condannato a quindici anni e otto mesi perchè riconosciuto colpevole del tentato omicidio di Giovanni Sequino ’o pallino”, accusa dalla quale in primo grado era stato invece assolto. Di Antonio Vastarella ha parlato anche il collaboratore di giustizia Salvatore Marfè raccontando un episodio in cui si comprende l’indole del giovane:«Abbiamo sparato a un ragazzo perché vendeva l’erba dietro al San Gennaro e questi si era rivolto ai Sequino e, se non mi sbaglio, lo Scuro aveva sentito che questo si era rivolto ai Sequino e ce l’aveva detto ad Antonio. Antonio che era un tipo un po’ focoso… Vastarella. Tutto quello che aveva sullo stomaco del passato, che aveva subìto, o di qualche cosa, subito voleva togliersi le pietre dalle scarpe. Comunque quella sera organizzammo questa cosa e…. decidemmo perché… vendeva l’erba. non la doveva vendere perché noi là avevamo chiuso tutte le piazze. perché noi avevamo chiuso le piazze, se voleva vendere l’erba doveva portare i soldi a noi o doveva passare per noi. perché noi avevamo chiuso le piazze, se voleva vendere l’erba doveva portare i soldi a noi o doveva passare per noi».

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