Agguato contro il cognato del boss Rinaldi, il gip convalida i fermi per i D’Amico

Fermi convalidati per i cinque presunti esponenti del clan D’Amico accusati a vario titolo dell’omicidio di Luigi Mignano avvenuto lo scorso 9 aprile al rione Villa di San Giovanni a Teduccio. Nel primo pomeriggio presso il carcere di Secondigliano il giudice per le indagini preliminari Montesarchio (tribunale di Napoli) ha applicato un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per i cinque ras raggiunti nei giorni scorsi dal decreto di fermo emesso dal pubblico ministero Antonella Fratello. Resstano dunque in carcere i capi del sodalizio, Umberto D’Amico e Umberto Luongo, Ciro Rosario Terracciano indicato come l’esecutore materiale. Ordinanza che interessa anche Salvatore Autiero e Gennaro Improta. La difesa degli indagati è rappresentata dagli avvocati Salvatore Impradice, Sergio Morra e Gaetano Inserra.