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Al via il restyling dello Stadio Maradona, migliore visibilità e parcheggi: come sarà

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Napoli guarda al futuro dello Stadio Diego Armando Maradona e accelera sul progetto di restyling dell’impianto di Fuorigrotta. L’intervento entra nella fase operativa e, come chiarisce l’assessore alle Infrastrutture e alla Mobilità Edoardo Cosenza, non è legato esclusivamente alla candidatura della città agli Campionato Europeo di Calcio 2032.

«Noi come motivazione abbiamo la candidatura anche di Napoli per Euro 2032, ma in realtà la questione è più profonda: bisogna modernizzare lo stadio Maradona».

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Il punto centrale riguarda la qualità della visibilità dagli spalti. «Il primo obiettivo è avere uno stadio con una visibilità molto migliore: attualmente il primo anello è assolutamente fuori dalle regole UEFA perché è troppo basso, ha una curva di visibilità non ammissibile». Per questo motivo il progetto prevede un deciso avvicinamento del pubblico al terreno di gioco: «Stiamo quindi progettando un primo anello in piena visibilità che arrivi il più vicino possibile al campo».

Un cambiamento che modificherà in modo significativo l’esperienza dei tifosi. «Dal lato delle curve si arriverà a 7 metri e mezzo, dal lato dei distinti a 6 metri. La visibilità diventerà simile a quella del Parco dei Principi, praticamente sopra il calcio d’angolo ai due estremi». Inevitabile, di conseguenza, l’eliminazione della pista di atletica: «È impossibile che rimanga la pista di atletica se si vogliono rispettare le regole UEFA, perché per farlo bisogna avvicinare gli spettatori al campo e quindi andare sopra la pista come fatto al Maracanã e al Monumental».

Per l’atletica leggera il Comune sta valutando soluzioni alternative sul territorio. «Per la pista di atletica il sindaco sta pensando a molte altre soluzioni nella zona di Fuorigrotta, al CUS, al Parco dello Sport a Bagnoli e anche a Bagnoli stessa».

Il primo intervento riguarderà il Terzo Anello, chiuso da oltre vent’anni. «Preliminarmente c’è la lavorazione del terzo anello, chiuso da più di vent’anni per problemi non di sicurezza ma di fastidiose vibrazioni».

I lavori saranno programmati per non interferire con le partite casalinghe del SSC Napoli. «Partiremo dal Terzo Anello, dai distinti, così da poter lavorare senza impattare sul campo: non si perderà mai neanche un posto e il Calcio Napoli potrà continuare a giocare lì senza nessun problema». Le tempistiche sono stringenti: «Entro luglio bisogna presentare il progetto, come tutti gli altri stadi italiani, alla UEFA e alla FIGC».

Le aree maggiormente interessate saranno «soprattutto Curva A, Curva B e distinti», mentre per la tribuna centrale resta aperto il confronto con la società azzurra. «Sulla tribuna aspettiamo eventuali suggerimenti del Calcio Napoli. La società ha sempre ricevuto tutti i nostri progetti e interverrà quando li riterrà opportuni». Il riferimento progettuale è già tracciato: «Per adesso il modello è quello presentato dal Calcio Napoli nel 2015, migliorato».

Tra le prime opere previste anche il recupero di spazi mai utilizzati fin da Campionato mondiale di calcio 1990. «La prima cosa che faremo sarà realizzare i posti riservati sotto la tribuna centrale, che è il posto migliore. Questi parcheggi non sono mai stati aperti da Italia ’90, invece noi li restituiremo e li libereremo prima delle partite tramite via Tansillo».

Il progetto guarda anche all’estetica e alla memoria storica dell’impianto, noto in passato come Stadio del Sole. «Molti si concentrano sulla vista esterna, che è molto semplice da riqualificare completamente». E ancora: «Di sicuro vorremmo una galleria delle superstar della storia del Calcio Napoli, e valutare se mantenere delle finestre per far vedere il vecchio stadio del grande architetto Cocchia, lo Stadio del Sole».

La linea dell’amministrazione è netta: il restyling andrà avanti a prescindere dall’Europeo. «Il restyling andrà avanti comunque, anche senza gli Europei, perché c’è una necessità di modernizzare lo stadio». E conclude: «Ci sono parti ausiliarie richieste dall’UEFA che possiamo fare o non fare, ma la parte più importante – l’avvicinamento degli spalti, la modernizzazione dei servizi e una nuova estetica esterna – verrà portata avanti in ogni caso».

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