Tra i temi trattati in conferenza stampa a Castel Volturno alla vigilia di Inter-Napoli, in programma domani alle 18 allo stadio Giuseppe Meazza, uno riguarda Antonio Vergara.
Allegri ha infatti voluto abbassare la pressione sul giovane azzurro, indicato da più parti come possibile sorpresa a centrocampo senza McTominay.
Allegri fa il “conservatore” e frena su Vergara: “Ha solo 13 partite nel Napoli, andiamoci piano”
“Vergara sta bene. Dare troppe responsabilità a Vergara bisogna andarci piano. È un buon giocatore, ma credo che abbia 12 presenze nel Napoli. Domenica ho fatto una scelta diversa, più di cinque sostituzioni non potevano fare. Questo non vuol dire che domani non possa giocare”.
Il messaggio è a doppio taglio. Da un lato Allegri raffredda l’entusiasmo: dodici presenze sono poca cosa per caricarsi il peso di una gara come quella di San Siro. Dall’altro, quel “non vuol dire che domani non possa giocare” tiene aperta la porta. Un equilibrio tipico del tecnico, che con McTominay fuori deve reinventare il centrocampo proprio nella sfida più difficile.
Ma, se si vuol guardare l’altra faccia della medaglia, emerge forse un po’ di “paura” da parte del neo allenatore del Napoli nel voler lanciare, in partite così di rilievo o comunque nelle fasi più concitate nel corso dei 90 minuti di gioco, un giocatore più giovane e, forse, meno pronto rispetto ad altri come Vergara ma che, proprio con la sua sfrontatezza e spensieratezza dettata dalla giovane età, potrebbe trovare la giocata decisiva con più scaltrezza e più “con la vena chiusa”. Preferendo, dunque e come spesso accadeva con le scelte del suo predecessore Antonio Conte, giocatori pronti all’uso e relegando in panchina le “giovani leve”, che in molti casi specialmente nella quotidianità del campionato italiano, rischiano di essere dimenticati per poi dividersi tra i meandri delle categorie inferiori alla ricerca di continuità, nella speranza di continuare a conservare un posto nel mondo del calcio.
Il nome di Vergara resta comunque uno degli intrecci della vigilia. Nelle indiscrezioni della settimana era stato accostato a una possibile staffetta o titolarità a sorpresa. Le parole di Allegri non lo confermano né lo escludono: sarà il campo, come sempre con lui, a dare l’ultima risposta.


