“Prima di Pasqua 2025, Alessio mi portò in quel casolare. Avevo solo una sensazione strana: che potevo essere anche io la vittima. Avevo un po’ di timore. Ho avuto paura che poteva accadere anche a me“. Così in aula l’ex fidanzata 17enne di Alessio Tucci, imputato, davanti alla Corte di Assise di Napoli, per l’omicidio pluriaggravato di Martina Carbonaro. La 14enne venne uccisa a colpi di pietra ad Afragola, il 26 maggio 2025.
Nell’aula 116 anche i genitori di Martina, Enza Cossentino e Marcello Carbonaro, con addosso una maglietta rosa con la scritta “Giustizia per Martina: mai più sola, mai più vittima“. “Mi davano fastidio sia il posto che i suoi comportamenti – ha precisato la ragazza – Mi disse che voleva conforto. Lo vedevo diverso rispetto a quando uscivamo“.
L’incontro prima dell’omicidio di Martina Carbonaro
L’incontro risale a circa un mese prima dell’omicidio: “Alessio faceva cose strane“, ha proseguito la 17enne, accompagnata dai genitori a Palazzo di giustizia. A lei è stato poi chiesto se Tucci si metteva le mani nei capelli, si mangiava le unghie e andava avanti e indietro: “Non ricordo queste circostanze, ma solo che era nervoso – ha risposto – Ci fu un abbraccio, non un bacio. Non volevo un abbraccio da una persona del mio passato, mi allontanai e gli dissi di no. Io me ne volevo andare“.
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