Jlenia Musella è morta a 22 anni dopo essere stata picchiata e accoltellata dal fratello Giuseppe al culmine di una lite domestica nel rione Conocal a Ponticelli. Un femminicidio maturato tra le mura di casa, da dove la giovane realizzava foto e video che pubblicava quotidianamente sui social.
Proprio dai suoi canali social spunta una frase all’interno di un post di Jlenia, che oggi fa tremare: “Anche se litighiamo cento volte al giorno”. Parole che lette prima sembravano normali, quasi tenere. Oggi assumono il peso di un segnale ignorato.
Normalizzare il conflitto continuo, può avere tante sfaccettature, come giustificare le tensioni in nome dell’amore, fraterno in questo caso, ed accettare dinamiche sbilanciate, che possono poi sfociare in episodi di violenza. Non all’improvviso, ma lentamente.
La storia di Jlenia costringe a interrogarsi su quelle relazioni che definiamo “forti” senza chiederci a quale prezzo. E ricorda che l’amore, quando diventa dipendenza o controllo, può trasformarsi nella più pericolosa delle gabbie.


