Un arsenale vero e proprio nascosto tra frutta e ortaggi. Un ‘piacere’ forse imposto. O il ‘prezzo da pagare’ per quanto avvenuto nei mesi scorsi. Quando era in atto lo scontro tra gli Iadonisi del Rione Lauro e gli Esposito di Bagnoli. Le indagini che hanno portato, due giorni fa, all’arresto di Salvatore Vivenzio e di suo zio Antonio Esposito (leggi qui l’articolo) sono indirizzate verso i Sorianiello della ’99’ di via Catone, attualmente il sodalizio più forte militarmente dell’area flegrea (come anticipato da Internapoli). All’interno del negozio ‘La bottega di Gep’ rinvenute dai carabinieri della compagnia di Bagnoli Dieci pistole, 6 kalashnikov, 5 pistole mitragliatrici. E poi due giubbetti anti-proiettili, 1 bomba carta e diverso munizionamento. I carabinieri hanno inoltre sequestrato 13 chili di sostanza stupefacente tra hashish e marijuana.

La forza del gruppo della ’99’

La consistenza del materiale sequestrato avrebbe indirizzato gli inquirenti proprio sul gruppo della ’99’ ancora militarmente strutturato nonostante i recenti arresti di qualche settimana fa (leggi qui l’articolo). Secondo le ultime informative di polizia i Sorianiello avrebbero siglato negli ultimi tempi un patto con il ras, soprannominato ‘o buttafuori, irreperibile da giorni (leggi qui l’articolo) per allargare il proprio raggio d’azione. Una rottura col passato e con quella che è stata fino ad ora la gestione del gruppo della ’99’. Dopo la rottura dai Vigilia ha infatti ottenuto sempre maggiore forza e autonomia. Una crescita che non è passata inosservata alle forze dell’ordine (leggi qui). Da capire il loro ruolo nell’omicidio di Antonio Volpe e nelle tensioni che da settimane stanno caratterizzando in lungo e in largo la zona. Solo due giorni fa un’altra stesa nei pressi del bar gestito dalla famiglia Troncone tra via Caio Duilio e via Costantino (leggi qui l’articolo). Le indagini sono condotte dai poliziotti della squadra giudiziaria del commissariato San Paolo, che collaborano a quelle parallele dei carabinieri del Nucleo investigativo di Napoli e della compagnia Bagnoli sull’omicidio di Antonio Volpe con i colleghi della squadra mobile della questura. Gli investigatori più esperti credono che dietro tutti questi eventi possa esserci un’unica regia.

Le ipotesi sull’omicidio Volpe

Come prima ipotesi gli investigatori hanno inquadrato il delitto nelle tensioni crescenti della zona indirizzandosi verso i Cesi e gli Iadonisi. Ipotesi durata poco visto che i due gruppi non avrebbero la forza per organizzare un omicidio così eccellente nè per resistere all’onda d’urto della, possibile, risposta del gruppo di Volpe che, negli ultimi anni è sì sparito da qualsiasi radar delle forze dell’ordine ma che comunque era un personaggio molto considerato in certi ambienti. E così nelle ultime ore si starebbe facendo largo un’altra ipotesi: e cioè che uno dei maggiori gruppi dell’area flegrea possa avere avuto un ruolo nel delitto.

Il ruolo dei Sorianiello

E l’identikit punta proprio ai Sorianiello, gruppo della ’99’. Un gruppo che potrebbe vantare in libertà affiliati di un certo peso e che avrebbe la forza economica e militare per ‘resistere’ ad eventuali risposte armate. Per il momento massimo riserbo ma è una pista seriamente considerata dagli investigatori che per ricostruire il profilo di Volpe si sono anche serviti dei verbali rilasciati da Genny Carra nel novembre del 2019.

 

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