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Arzano, Coppola inseguito e giustiziato: indossava ancora i panni da lavoro

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Il delitto di Rosario Coppola resta avvolto da un giallo che inquieta Arzano e interroga gli inquirenti. L’omicidio è avvenuto nella serata di ieri, intorno alle 22, in via Sette Re, con modalità che ricordano in tutto e per tutto un agguato di camorra, ma con un elemento che rende la vicenda ancora più enigmatica: secondo gli investigatori, Coppola non era inserito in dinamiche criminali attuali né risulterebbe collegato ai clan che si contendono i traffici illeciti dell’hinterland nord di Napoli.

Coppola, 52 anni, aveva sì vecchi precedenti di polizia, risalenti però a circa vent’anni fa, e nulla che lo colleghi agli assetti criminali odierni. Al momento dell’agguato indossava ancora gli abiti da lavoro: faceva l’imbianchino e stava rientrando dopo una giornata come tante. Un dettaglio che stride con la ferocia dell’esecuzione.

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Agganciato e ucciso: Coppola era il vero obiettivo

Che Rosario Coppola fosse il bersaglio designato appare ormai chiaro. L’uomo è stato colpito cinque volte, tutti proiettili esplosi alla schiena, segno inequivocabile di un’azione mirata, portata a termine da dietro, senza possibilità di difesa. Con lui, a bordo di una Smart, viaggiava Antonio Persico, 25 anni, incensurato, rimasto ferito da un solo colpo al braccio destro.

Persico viene considerato dagli inquirenti un “danno collaterale”: soccorso dal 118, è stato trasportato all’ospedale di Giugliano in Campania, dove è stato medicato e trattenuto in osservazione. Le sue condizioni non destano preoccupazione.

L’inseguimento tra la folla

Dai primi riscontri investigativi emerge un dettaglio ancora più inquietante. La Smart con a bordo Coppola sarebbe stata agganciata dai killer nei pressi della stazione ferroviaria di Arzano. Da lì sarebbe partito un inseguimento durato diversi minuti, attraverso strade a quell’ora ancora affollate di automobilisti e passanti.

La corsa si è conclusa in via Sette Re, dove i sicari sono riusciti a bloccare l’utilitaria e hanno aperto il fuoco in pieno centro abitato, sotto gli occhi atterriti di chi si trovava in strada. Una scena di violenza improvvisa che ha gettato nel panico l’intero quartiere.

Indagini e telecamere

Sul posto sono intervenuti i Carabinieri, che stanno lavorando per ricostruire l’esatta dinamica e soprattutto per dare un volto a chi ha premuto il grilletto. Un contributo decisivo potrebbe arrivare dalle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona, ora al vaglio degli investigatori.

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Redazione Internapoli
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