Un duplice omicidio passato alla storia come ‘la mattanza della tabaccheria’. Quello di Vincenzo ed Emanuele Staterini uccisi in una rivendita di Giugliano il 25 maggio 2017. Un delitto strettamente legato alle dinamiche della camorra del rione Sanità, considerato che Vincenzo Staterini era il cognato di Patrizio Vastarella, boss dell’omonimo gruppo delle Fontanelle. Nel blitz effettuato questa mattina dagli uomini della Squadra Mobile di Napoli e Caserta figura tra gli arrestati anche Francesco Pio Staterini, figlio di Vincenzo, detto ‘o piccoletto’.
I due Staterini furono uccisi in una tabaccheria e quell’agguato destò molto scalpore perché i killer furono ripresi dalle telecamere di videosorveglianza dell’esercizio commerciale: una mattanza che ancora oggi, a nove anni di distanza, non ha responsabili, visto che non si è ancora giunti a individuare gli esecutori materiali, anche se non sono mancate illazioni e ipotesi che portano direttamente alla Sanità.
In una intercettazione in casa dei Sequino, acerrimi nemici dei Vastarella, questi ultimi addirittura arrivarono a ipotizzare un diretto coinvolgimento del boss. Un’illazione, sia chiaro, che fino ad oggi non trova riscontro, visto che non c’è mai stato alcun indagato per quella vicenda.
“Ma si è saputo più o meno a Giugliano. Niente è? Chi andò a Giugliano??…”. Questa la domanda che il boss Salvatore Sequino rivolse al nipote Giovanni sul duplice delitto degli Staterini. L’agguato venne commentato nel corso del colloquio intercettato il 21 giugno 2017 (quindi un mese dopo l’accaduto, ndr) fra il detenuto Salvatore Sequino ed i propri familiari (la moglie Sonia Esposito e il nipote Antonio Sette) all’interno del carcere di Vibo Valentia. Il ras, profondo conoscitore delle dinamiche criminali, ipotizzava che il mandante del citato agguato potesse essere lo stesso Patrizio Vastarella, cognato e zio delle vittime.
Il retroscena sul duplice omicidio Staterini
Dopo aver parlato della dinamica dell’agguato, Salvatore Sequino fece riferimento ad una discussione in cui la moglie di Vincenzo Staterini si era rivolta alla cognata, ossia Addolorata Staterini, moglie di Patrizio Vastarella, prendendosela con il boss. Secondo Sequino, pertanto, sarebbe bastata intercettare qualche riferimento per indirizzare le indagini verso i Vastarella:
“…La hanno chiuso tutto il paese, la stavano cinque o sei di loro intorno chiusi per questo sono andati tranquilli hanno detto se è qualcosa ci avvisano, perché sono andati troppo a padroni, il mezzo a cavalletto, …la se è come porta il giornale il reato lo pagano…mille mille….perché la è nata una discussione nella famiglia…la moglie del morto se la prende con la cognata dice ‘quello scornacchiato di tuo marito’… basta una piccola cosa che esce da fuori e riescono ad intercettarla … E’ chiuso il libro si mettono addosso e dicono ‘allora così è …è partito da là’…”.


