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giovedì, Gennaio 27, 2022
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Tragedia in Italia, 14enne s’impicca: dietro il suicidio il ‘gioco’ Blackout Game


Una morte terribile quella di Igor Maj, il ragazzo di 14 anni trovato impiccato nella sua cameretta, in un’abitazione a Milano. Il suo nome è stato diffuso in rete dai genitori: il ragazzo potrebbe essere morto a causa di un terribile gioco diffuso sul web, chiamato Blackout Game. Quando il giovane è stato trovato privo di vita, si è pensato al suicidio. Poi sono stati effettuati gli accertamenti sullo smartphone e sul pc di Igor, e qualcosa è cambiato.

I tutorial per praticare il ‘Blackout game’

Stando a quanto riportato da alcuni quotidiani, il ragazzo si collegava a siti web contenenti tutorial su come praticare il ‘Blackout game’, che spinge a privarsi dell’ossigeno per periodi sempre più prolungati. Igor era un arrampicatore ed è rimasto soffocato da una corda da roccia legata al letto a castello della sua cameretta.

Il post straziante e i consigli su Facebook

La pagina Facebook I ragni di Lecco ha raccontato quanto successo ad Igor e provato a spiegare perché, avvicinarsi a questi giochi, è totalmente pericoloso.

Questo è in assoluto il post più triste di tutta la storia della pagina Fb dei Ragni. Forse, tratta della notizia più tragica che il nostro gruppo abbia mai conosciuto. 
Tante volte ci siamo sinceramente commossi per la scomparsa di qualche nostro amico, grandissimo alpinista, o semplice appassionato, e qualche volta abbiamo pianto un nostro anziano che ci ha lasciato per il normale corso della vita.
Ma niente è paragonabile a quello che ha cominciato a scuoterci fin dal primo istante che l’abbiamo saputo, settimana scorsa.

All’inizio si pensava ad una tragedia immane, una di quelle che non vorresti mai leggere neppure per uno sconosciuto, figuriamoci per un 14enne che scala con i tuoi piccoli atleti alle gare. Lo vedevamo una decina di volte all’anno, e ci costringeva, a noi allenatori, ad intervenire perchè erano così amici che con lui il “casino” era sempre alle porte. Si pensava ad una morte improvvisa.

La tragedia

Poi, la tragedia è diventata ancora più smisurata, perchè ci ha fatto meglio comprendere quello che magari distrattamente avevamo letto qua e là. E’ stata la mamma che ci ha scritto il risultato dell’indagine, e che ha chiesto che il tutto venisse divulgato, per diffondere questo incomprensibile, ma reale (ed esistente da decenni, ma sempre più in espansione per la capacità virale dei video. ATTENZIONE, ci sono addirittura molti video didattici che ne spiegano “l’utilizzo” per non andare a scuola in interrogazione!!) pericolo mortale.

Igor Maj, tanto amico dei nostri ragnetti, fortissimo scalatore quattordicenne, esuberante e fisicamente una vera e propria forza della natura, figlio di una famiglia fantastica, all’insaputa di tutti ha voluito provare il Blackout game, una criminale procedura (lo chiamano gioco, noi non lo vogliamo chiamare così) che sfida il soffocamento, e che ha già mietuto tante vittime adolescenti, e non solo, nel mondo. Queste sfide alla morte sono sempre esistite e in ogni epoca si poteva rimanerne coinvolti, ma quelle di oggi sono più subdole, molto più subdole, perchè possono compiersi nella stanza della tua casa, in pochi minuti, guidate da criminosi esempi virtuali, video orrendi che sono dei veri e propri atti terroristici ai nostri figli, ai nostri amici, a tutti noi. E non arrivano da sconsiderati terroristi stranieri, ma dalla nostra società.

La dedica ad Igor

Questa tragedia che per sempre porteremo nel nostro cuore, che da giorni ci ha reso le notti agitate e incomprensibili, deve rimanere un monito, come la famiglia, una STRAORDINARIA famiglia, ha reso pubblico affinchè questi pericoli non rimangano in qualche distaccato trafiletto di internet.

I Mostri sono tra noi, non vengono da lontano. Parliamone con i nostri figli, ancora di più quando NULLA, come nel caso di Igor, lasci presagire nulla di strano.
Quanto ci mancherà Igor, non potete immaginarlo. Siamo sconvolti, come mai ci è accaduto. Molto di più di un pensiero alla sua famiglia, e siamo vicini anche alla società Boulder&co di Agrate, nella quale Igor coltivava i suoi sogni, e ai loro piccoli atleti, che dovranno affrontare una vita con un ricordo indelebile“.

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