Il terremoto giudiziario incentrato su una maxi inchiesta contro il clan Contini rischia di divenire un vero e proprio boomerang. Il tribunale del Riesame, dopo gli annullamenti dei giorni scorsi, ha disposto nuovi annullamenti. Tra questi l’annullamento per Antonio Trambarulo ‘o muntat, arrestato con l’accusa di essere uno degli organizzarori insieme a Pasquale Martinelli, del ‘nuovo corso’ del clan. A spuntarla la tesi del suo legale, l’avvocato Domenico Dello Iacono, che ha ottenuto la scarcerazione per il proprio assistito. Altre scarcerazioni ‘eccellenti’ quelle di Antonio Russo: anche in questo caso il trinunale della libertà, accogliendo la tesi dei suoi legali Michele Caiafa e Claudio Davino, ha annullato l’ordinanza. L’avvocato Davino incassa poi un altro annullamento con Giovanni Russo, anche per lui annullamento con scarcerazione. Annullamenti e scarcerazioni anche per Antonio Venezia e Luigi Ocone: i due erano difesi dall’avvocato Michele Caiafa che incassa un altro ottimo rsiultato con l’annullamento di Gaetano Donizetti, difeso insieme alla collega Francesca Paesano.
La tesi della difesa
La tesi accolta dai giudici del Riesame si è concentrata sull’assenza di criteri individualizzanti: secondo la difesa, il Giudice per le Indagini Preliminari avrebbe omesso di motivare in modo specifico e distinto le ragioni per cui la misura restrittiva fosse necessaria per ogni singolo indagato. A spuntarla dunque la linea dei difensori (tra i quali anche l’avvocato Mauro Zollo) che hanno visto annullare diverse ordinanze per i loro assistiti. Le indagini hanno ricostruito l’attuale assetto della divisione territoriale nei quartieri Forcella, Duchesca, Maddalena, Sanità, Vasto, Arenaccia, Borgo Sant’Antonio Abate, Poggioreale, Rione Amicizia e San Giovanniello. Secondo gli investigatori, sarebbe emerso un controllo capillare delle aree attraverso la presenza stabile degli affiliati, spesso armati, con una significativa disponibilità di armi da fuoco e una spiccata capacità offensiva nei confronti dei gruppi rivali.
Nel mirino degli inquirenti anche le strategie di alleanza e mutua assistenza tra organizzazioni camorristiche, le tecniche di elusione delle indagini e la gestione delle principali attività illecite: estorsioni ai danni di commercianti e imprenditori, controllo delle piazze di spaccio e amministrazione dei proventi destinati al sostentamento degli affiliati detenuti e delle loro famiglie.


