La protesta degli autotrasportatori contro il caro carburanti colpisce anche uno dei simboli del Made in Italy: la pasta. I blocchi dei mezzi pesanti stanno impedendo l’arrivo delle materie prime agli stabilimenti, provocando interruzioni e rallentamenti nella produzione. A risentirne sono tre marchi noti del settore: Garofalo, Rummo e La Molisana.
A Gragnano, in provincia di Napoli, il pastificio Garofalo ha fermato gli impianti sabato 18 ottobre per poi riprendere la produzione martedì 20, ma soltanto al 40% della capacità. A riferirlo è stato l’amministratore delegato Massimo Menna, spiegando che le difficoltà riguardano anche le consegne della merce già prodotta. Lo stabilimento, che può arrivare a produrre 500-600 tonnellate di pasta al giorno secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, risente soprattutto del mancato arrivo della semola.
Situazione ancora più critica per il pastificio Rummo di Benevento. Il presidente e amministratore delegato Cosimo Rummo ha confermato che la produzione è ferma dopo l’esaurimento delle scorte, perché camion e cisterne non riescono a garantire gli approvvigionamenti. L’azienda ha chiesto un intervento per superare una situazione che rischia di provocare conseguenze sempre più pesanti se il blocco dovesse proseguire.
Anche La Molisana, con stabilimento a Campobasso, sta affrontando forti difficoltà. L’azienda ha comunicato all’ANSA di aver ridotto drasticamente la produzione, senza però sospenderla completamente, facendo ricorso alle scorte di materie prime disponibili in magazzino. A pesare sono anche le difficoltà di approvvigionamento degli imballaggi e quelle nella distribuzione del prodotto finito.
Alla base dell’emergenza c’è il blocco dei trasporti, che sta rallentando il trasferimento della semola dai principali territori di approvvigionamento, tra cui la Puglia, verso gli stabilimenti del Centro-Sud. Senza consegne regolari, le scorte si esauriscono e le linee produttive sono costrette a rallentare o fermarsi.
Le conseguenze si riflettono anche sulla distribuzione commerciale. Nei supermercati sono stati segnalati disagi e scaffali con prodotti mancanti, mentre la preoccupazione dei consumatori alimenta la corsa alle scorte. Per la pasta secca, tuttavia, le disponibilità nei magazzini e nei punti vendita possono ancora garantire le forniture nel breve periodo: lo stop alla produzione non significa automaticamente che il prodotto sia destinato a sparire dagli scaffali.
Il futuro della produzione dipenderà dalla durata della mobilitazione. Se i blocchi dovessero proseguire, le difficoltà potrebbero estendersi ulteriormente, coinvolgendo altri stabilimenti e aggravando i problemi di distribuzione delle merci.

