Salvatore Esposito cambia ruolo, da spietato boss in Gomorra a dolce sposo gay

E’ tempo di sorprese per gli accaniti fan di Genny Savastano, personaggio duro e controverso della premiata serie televisiva “Gomorra“: Salvatore Esposito, stella della fiction italiana, cambia pelle. L’attore napoletano è il protagonista di “Puoi baciare lo sposo“, il nuovo film distribuito da Medusa per la regia di Alessandro Genovesi, in uscita oggi nelle sale italiane. A dispetto del ruolo di crudele boss di camorra, che l’ha consacrato vincitore del Premio Elsa Morante, l’interprete partenopeo veste nella sua prima commedia i panni di un tenero ragazzo gay che incontra l’amore della sua vita Antonio (Cristiano Caccamo).

Antonio e Paolo convivono a Berlino e in seguito alla decisione di sposarsi, tornano in Italia per comunicare ai genitori di Antonio la lieta notizia. La madre è Anna (Monica Guerritore) e il padre Roberto (Diego Abatantuono), sindaco progressista di Civita di Bagnoregio. Sarà un viaggio sorprendente per i due innamorati, accompagnati dalla loro amica bizzarra Benedetta (Diana Del Bufalo) e il loro nuovo coinquilino Donato (Dino Abbrescia). Anna accetta subito l’intenzione del figlio di unirsi civilmente a Paolo a patto che vengano rispettate alcune condizioni: alle nozze dovrà partecipare la futura suocera, bisognerà invitare tutto il paese, dovrà essere Enzo Miccio, prestigioso wedding planner, ad occuparsi dell’organizzazione, e la funzione civile dovrà essere celebrata dal marito. Curiosa la reazione di Roberto e tutt’altro che pacifico l’atteggiamento della madre di Paolo Vincenza (Rosaria D’Urso). Il film è ispirato alla piece teatrale «My Big Gay Italian Wedding» di Anthony J. Wilkinson.

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Salvatore Esposito si dice entusiasta di aver recitato in una commedia romantica, nonostante sia arduo uscire definitivamente da un ruolo così forte come quello del boss camorristico ispirato alla figura di Cosimo Di Lauro, noto esponente dell’omonimo clan napoletano. “Il mio obiettivo quando recito è andare fuori dagli schemi. Penso a tutti quei grandi attori e a quei premi Oscar che non hanno mai avuto paura di misurarsi con la commedia.”- dichiara l’attore in un’intervista realizzata dal quotidiano “Il Mattino”.

Alla classica domanda circa i suoi modelli di riferimento, l’interprete non esita a menzionare colonne portanti della cultura napoletana nel mondo come Totò e Massimo Troisi. “Penso che Bud Spencer sia stato un grandissimo attore, amato in tutto il mondo, e sottovalutato in Italia. Poi adoro gli action movie statunitensi e i film d’autore francesi. Se dovessi fare un nome, oggi il miglior esempio di attore moderno è un interprete come Russell Crowe, interprete da Oscar, o di film d’azione come Il Gladiatore, ma anche di commedie come Nice Guys.” – aggiunge.

In conclusione Esposito si esprime in merito alle polemiche che additano “Gomorra” come cattivo esempio a causa di una rappresentazione troppo cruda e violenta della città di Napoli e delle dinamiche camorristiche attive all’interno del territorio campano: “Negli Stati Uniti nessuno si sogna di accusare Narcos di incitamento al narcotraffico, io da bambino guardavo i film di Batman, ma non per questo mi buttavo dalla finestra con un mantello. Il problema è che nessuno si assume le proprie responsabilità.”