Francesco Maglione alias Din Don
Francesco Maglione alias Din Don

E’ deceduto presso la sua abitazione, dove era relegato ai domiciliari per il suo precario stato di salute, Francesco Maglione alias ‘Din Don’ 60enne di Villaricca. Il Questore di Napoli Giuliano ha deciso di vietare i funerali pubblici. Ha disposto che la salma venisse portata direttamente al cimitero per la benedizione e sepoltura.

Maglione era una persona nota alle forze dell’ordine. Vantava precedenti per associazione di stampo camorristico, legami prima con i Casalesi e poi con il clan Ferrara-Cacciapuoti di Villaricca. Accusato di usura nei confronti di un imprenditore di Giugliano, suicidatosi per le violente minacce subite.

La figura di Francesco Maglione ‘Din Don’

Viene tratto in arresto insieme ad altre 4 persone dagli agenti della squadra mobile di Napoli e del commissariato di Giugliano-Villaricca. Ai 4 arrestati, del clan Ferrara-Cacciapuoti, contestati i reati di estorsione ed usura aggravata dall’agevolazione mafiosa. Le indagini sono partite dal suicidio di Giuseppe Giuliani, imprenditore 42enne il 28 luglio del 2018. Il corpo era in un vecchio opificio dismesso in Giugliano.

L’imprenditore suicida, infatti, si occupava del commercio e dello smaltimento di materiali metallici. Entrato nel vortice dell’usura non resse al peso delle continue estorsioni da parte di soggetti legati al clan Ferrara-Cacciapuoti. Decidendo così di mettere fine alla sua vita. Gli investigatori, infatti, scoprirono che Giuliani avrebbe pagato somme estorsive anche per l’esecuzione di lavori di smaltimento dei veicoli del Consorzio Unico di Bacino. Per corrispondere le richieste estorsive si sarebbe indebitato con altre persone impostegli dagli stessi uomini del clan. Tutto dietro corresponsione di somme mensili con tassi usurai superiori al 15%. Maglione, tra l’altro, è il padre di Sebastiano, il 14enne ucciso a Mugnano nel marzo del 2005 con un proiettile nella nuca.

L’appello dei parenti

I parenti di Maglione avevano lanciato un appello affinchè lasciasse il carcere a causa delle sue precarie condizioni di salute visto che soffriva di cardiomiopatia dilatativa, in attesa di trapianto cardiaco.

 

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