Domani la Campania sarà zona arancione: cosa cambia per bar, negozi e ristoranti

Campania zona arancione
Campania zona arancione

Domani la Campania sarà zona arancione: cosa cambia per bar, negozi e ristoranti. Il Ministro della Salute, Roberto Speranza, sulla base dei dati e delle indicazioni della Cabina di Regia, firmerà una nuova ordinanza che andrà in vigore a partire da domani 21 febbraio. Passano in area arancione le regioni Campania, Emilia Romagna e Molise.

CAMPANIA IN ZONA ARACIONE, LE PAROLE DI DE LUCA

 “Dobbiamo fare attenzione all’epidemia, al Covid che galoppa.
    La Campania – ha spiegato il governatore – deve avere cento volte più prudenza di altre regioni perché abbiamo una densità abitativa ed una congestione urbana che è a livello più alto d’Europa. Se perdiamo il controllo sul territorio ci facciamo male. Le scelte fatte dal governo di aprire e poi di chiudere è una scelta che sta stressando l’Italia, sta nevrotizzando i cittadini italiani e rischia di prolungare l’epidemia invece di accorciarla. La scelta delle zone gialle significa semplicemente questo: che per un mese ci si rilassa tutti immaginando che l’epidemia sia alle nostre spalle dopodiché, come abbiamo visto, si ritorna in zona arancione, in zona rossa”.

“Negli ultimi fine settimana ho visto migliaia e migliaia di persone in mezzo alle strade, nessun rispetto delle regole – accusa de Luca _ qui ormai il controllo in Italia non esiste più, nessuno controlla più nulla. Dovremmo contare solo sul senso di responsabilità dei cittadini ma in questi fine settimana che abbiamo alle spalle di senso di responsabilità ne abbiamo visto molto poco”.

LE REGOLE IN ZONA ARANCIONE

Coprifuoco dalle 22 alle 5, salvo per spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative, da situazioni di necessità ovvero per motivi di salute. Vietato ogni spostamento in entrata e in uscita dalle Regioni, salvo che per spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute.

Bar, ristoranti, locali, pub, gelaterie e pasticcerie chiusi sempre. Potranno continuare a vendere cibo da asporto fino alle 22 o consegnarlo a domicilio.

A quali regole devono attenersi i commercianti, che svolgono attività diverse da quelle di ristorazione, e i gestori degli esercizi commerciali al dettaglio che sono aperti? 

Non sono previste limitazioni alle categorie di beni vendibili. Nelle giornate festive e prefestive sono chiusi gli esercizi commerciali presenti all’interno dei centri commerciali e dei mercati, a eccezione delle farmacie, parafarmacie, presidi sanitari, punti vendita di generi alimentari, tabacchi ed edicole.
Le attività commerciali al dettaglio si svolgono comunque a condizione che sia assicurato, oltre alla distanza interpersonale di almeno un metro, che gli ingressi avvengano in modo dilazionato e che venga impedito di sostare all’interno dei locali più del tempo necessario all’acquisto dei beni.

Infine capienza dei mezzi pubblici dimezzata (al 50%). Musei e mostre chiusi. Corner per giochi e bingo in bar e tabaccherie chiusi.

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