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giovedì, Agosto 18, 2022
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Cento giorni di guerra russo-ucraina, Zelensky: “Più di 200.000 bambini deportati”


A 100 giorni dall’inizio della guerra il presidente ucraino Volodymyr Zelensky accusa la Russia di uno dei crimini di guerra più efferati: la deportazione. Il 24 febbraio scorso la Russia di Vladimir Putin invade l‘Ucraina, occupando territori e uccidendo civili e non. La lotta tra le due fazioni, ma voluta ed iniziata da una delle due parti, continua ancora. Quella che doveva essere una “conquista lampo” sta durando ben più di quello che il presidente Putin sperava. Pare infatti che i piani del presidente russo fossero quelli di una conquista veloce: tre giorni alla vittoria.

100 giorni di guerra

Sono cento oggi i giorni dall’inizio della guerra, era il 25 febbraio quando Zelensky dichiarò: “Siamo qui, siamo a Kiev, stiamo difendendo l’Ucraina, potrebbe essere l’ultima volta che mi vedete vivo“. La paura è limpida negli occhi del presidente Ucraino e dei suoi cittadini ma con lei anche la forza di combattere e la volontà di difendere il proprio paese ed i propri diritti.

Da quel momento i russi avanzano nel paese mentre le due fazioni decidono di incontrarsi a pochi giorni dall’inizio al confine con la Bielorussia. A nulla è servito il primo incontro, le truppe avanzano ed il 2 marzo la prima grande città Kherson cade nelle mani russe. I governi europei, insieme con i cugini americani, da subito iniziano delle manovre per cercare di arrestare l’avanzata russa: pacchetti di sanzioni, aiuti umanitari ed armati. Sono tanti in questi 100 giorni le “telefonate” e gli incontri che Putin ha con i maggiori esponenti della politica europea ed americana.

La censura di Putin sulla guerra in Ucraina

Ma la guerra continua e con lei anche le “punizioni” al paese del presidente russo. L’otto marzo il colosso del fast food ‘McDonald’s’ chiude 850 punti vendita in tutta la Russia. McDonald’s non è però l’unico brand ad “abbandonare” lo stato, tanti altri decidono di dimostrare solidarietà all’ucraina. La Russia sta conducendo una “lotta” sanguinosa e deleteria sia per l’invaso che per l’invasore. Accusata di crimini di guerra dai maggiori tribunali mondiali per i diritti umani, la Russia di Putin sta minando anche alla propria di “salute”.

Il presidente russo è stato accusato più volte da Zelensky, e non solo. Putin pare infatti aver “escluso” i suoi cittadini dagli effettivi sviluppi della guerra che i loro “figli” stanno conducendo. Il paese infatti è vittima di una censura dei mass media e dell’informazione, questo impedirebbe qualsiasi tipo di rivolta interna. Alle varie proteste pacifiste svoltesi all’interno del suo paese infatti Putin ha sempre risposto arrestando i manifestanti. Putin ha confermato di essere una personalità difficile che sembra aver “dimenticato” tutti i diritti umani. Continuano le sanzioni nei confronti della Russia, così come gli incontri con il suo presidente per cercare un’accordo.

Le accuse del presidente Zelensky 

All’alba dei 100 giorni di guerra il presidente ucraino Zelensky parla al mondo, elencando i numeri degli efferati crimini di guerra. “In 98 giorni di invasione russa, 689 bambini sono stati feriti e hanno sofferto” accusa il presidente ucraino. “Questi sono solo quelli di cui siamo a conoscenza, non abbiamo ancora tutte le informazioni sul territorio attualmente occupato” precisa. Il presidente ucraino elenca i tristissimi numeri della guerra: “Da quello che si sa ad oggi, 466 bambini feriti, 243 morti e altri 139 sono scomparsi“. Nel suo discorso arriva poi a parlare del dato più sconcertante: quello delle deportazioni.

In totale, finora sono stati deportati più di 200.000 bambini ucraini” continua il presidente “si tratta di bambini presi dagli orfanotrofi, senza genitori, separati dalle loro famiglie“. Zelensky accusa duramente: “Lo stato russo fa scomparire queste persone sul suo territorio, terrorizzando i nostri cittadini in particolar modo nelle regioni più remote“. Conclude il discorso lanciando l’allarme: “Lo scopo di questa politica criminale non è solo quello di portare via le persone dall’Ucraina ma far si che i deportati dimentichino l’Ucraina e non siano in grado di ritornare“.

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