Clan Mallardo, la Dia: “Cosca senza comando, ha spostato gli affari al Nord”

E’ stata pubblicata la nuova relazione della Dia relativa al primo semestre del 2018.

“Per quanto riguarda il territorio dell’area giuglianese, l’Antimafia scrive: “A Giugliano in Campania si conferma la radicata presenza dello storico clan MALLARDO, nonostante l’assenza sul territorio dei capi, tutti detenuti. Il 1° giugno 2018, i Carabinieri hanno arrestato il cognato di un elemento di vertice dei MALLARDO, in esecuzione di un ordine di carcerazione emesso il 30 maggio 2018 dal Tribunale di Napoli Nord. Il sodalizio è collegato ai gruppi CONTINI e BOSTI, dei quartieri Vasto-Arenaccia di Napoli, al clan casertano BIDOGNETTI, con proiezioni in diverse parti del territorio nazionale.
Un tentativo di rendersi autonoma rispetto ai MALLARDO è stato posto in essere dalla famiglia DI BIASE, attiva nelle zone delle c.d. “Palazzine” di Giugliano in Campania, che gestiva la vendita di sostanze stupefacenti nonostante il veto dei MALLARDO. L’iniziativa – stando a quanto si evince dall’indagine dell’Arma dei carabinieri conclusa il 9 aprile 2018 con l’esecuzione di una misura cautelare – potrebbe aver determinato gli attentati
diretti proprio agli affiliati ai DI BIASE”. 

“Un sequestro preventivo, eseguito nel giugno 2017 (Decr. seq. prev. n. 17785/14 PM, datato 12 maggio 2017, GIP del Tribunale di Napoli), di alberghi gestiti da esponenti del clan MALLARDO di Giugliano in Campania (NA), ha evidenziato investimenti del suddetto sodalizio oltreché nel suo territorio d’origine nell’hinterland casertano (ove opera d’intesa con il cartello dei CASALESI) ed in Veneto: in particolare a Verona, dove è stato individuato un albergo, ubicato nei pressi della stazione ferroviaria, gestito da una società che fa capo al clan”

Indagini pregresse hanno, tra l’altro, accertato la presenza di ramificazioni di organizzazioni camorristiche – i clan napoletani LICCIARDI, CONTINI, MALLARDO e DI LAURO, nonché quello, originario del casertano, dei CASALESI, – in particolare presso i centri della costa marittima di Trieste e Monfalcone (GO), nonché a Lignano Sabbiadoro (UD).Negli anni, nella provincia di Latina le indagini hanno fatto registrare la presenza, soprattutto sul litorale, dei gruppi campani riferiti ai BARDELLINO, ai BIDOGNETTI, ai GIULIANO, ai MALLARDO ed ai LICCIARDI. Investimenti nella Capitale son stati operati anche dal clan MALLARDO, come emerso dall’operazione “Arcobaleno”