HomeCronacaStese a Pianura, un innocente perse un occhio per la furia dei...

Stese a Pianura, un innocente perse un occhio per la furia dei clan

PUBBLICITÀ

Stamattina il Procuratore di Napoli, Nicola Gratteri, ha parlato alla conferenza stampa convocata per illustrare i dettagli sull’indagine contro i tre clan di Pianura. Sono stati presenti anche il procuratore aggiunto Sergio Amato, il nuovo questore Fausto Lamparelli e il capo della Squadra Mobile Mario Grassia che hanno fornito altri elementi sul blitz contro la mala di Napoli ovest.

Dall’alba di oggi gli agenti della Squadra Mobile di Napoli, con l’ausilio del Commissariato Pianura, hanno eseguito il provvedimento cautelare nei confronti di 28 persone, considerate ras e affiliati. Sono gravemente indiziate, a vario titolo, dei reati di associazione di stampo mafioso, estorsione, traffico e spaccio di droga, detenzione e porto abusivi di armi da fuoco, vendita abusiva di armi da fuoco. Tutti i reati sono aggravati dal metodo mafioso.

PUBBLICITÀ

“Nella zona sono state registrate 13 stese, che sono odiose e pericolose. In una di queste un passante ha perso un occhio. Dovevamo segnare un punto per dare tranquillità ai cittadini di questo territorio, togliendo dalle strade 28 indagati”, ha dichiarato Gratteri.

Le tredici stese tra i clan di Pianura

“Sono stati colpiti il clan Lago, gli Esposito-Marsicano e i Perfetto. Nel corso delle indagini abbiamo riscontrato una conflittualità, manifestata attraverso le stese tra i gruppi, che ha portato al predominio del clan Perfetto. Nell’ultima, una persona innocente è stata colpita all’occhio mentre aspettava l’autobus per andare al lavoro: due membri del clan Perfetto hanno fatto fuoco. Le indagini sono partite a novembre 2024, dopo un attentato con un bomba a casa di un esponente di spicco del clan Lago, con la nascita del clan Perfetto, continuazione del clan Marfella“, ha dichiarato Grassia.

Stese e tentati omicidi

“Abbiamo registrato stese, tentati omicidi, che sono azioni per ottenere il controllo della principale attività che è il traffico di droga – ha detto il procuratore aggiunto Amato – con numerose piazze di spaccio tra Pianura, Soccavo, Fuorigrotta, Cavalleggeri. Quella zona è una delle più sensibili e ad alta densità criminale, il traffico di droga vale 50mila euro a piazza ogni mese. Chi non si allineava all’egemonia del clan Perfetto, veniva avvertito: abbiamo intercettato il bunker, dove un capopiazza è stato minacciato con una pistola, si sente la scarrellata dell’arma“.

“Un’indagine a 360 gradi – ha precisato Lamparelli – che colpisce tre sodalizi e che individua l’evoluzione criminale nel quartiere. Il primo giorno di lavoro qui a Napoli sono andato proprio a Pianura. L’evoluzione ha portato giovanissimi affiliati al vertice: soggetti estremamente pericolosi, con grande capacità imprenditoriale nonostante la giovane età, che intessono alleanze, controllano il territorio, impongono estorsioni, pretendono il pagamento di una quota al clan per compiere reati, gestiscono lo spaccio H24 e hanno la capacità di mantenere un certo consenso sociale perché versano le mesate alle famiglie degli affiliati“.

Gli eredi del clan Pesce-Marfella

Nel dicembre 2024, uno degli esponenti di vertice del clan Pesce-Marfella, oramai disgregato per via giudiziaria, una volta scarcerato dava vita ad un nuovo gruppo, oggi ricostruito come clan Perfetto. Lo stesso, infatti, nonostante la giovane età, in breve tempo organizzava sul territorio una struttura criminale verticistica che soppiantava completamente gli altri due gruppi criminali in lotta, esercitando un controllo capillare nel quartiere di tutte le attività illecite.

Le tangenti sulle piazze di spaccio e sulle truffe

Dalle indagini è emerso come lo stesso avrebbe inoltre organizzato, presso lo stabile in cui vive, la più fiorente attività di spaccio dell’intero territorio in questione, gestita direttamente dai suoi affiliati e attiva h24 per la vendita di ogni tipo di droga.
A tale gestione diretta avrebbe affiancato l’imposizione a tutti i gestori di piazze di spaccio dell’obbligo di versare nelle casse del clan il cinquanta per cento dei profitti delle vendite o, in taluni casi, di quello di rifornirsi di sostanza stupefacente esclusivamente da lui.

Simili estorsioni sarebbero state pretese da chiunque, sul territorio di “‘sua competenza”, svolgesse attività illecite, con particolare riferimento alle truffe finanziarie e telematiche. Nel corso delle indagini numerosi sono stati i sequestri di armi – anche lunghe e da guerra – con relativo munizionamento, di droga, materiale per il confezionamento dello stupefacente e giubbotti antiproiettile.

Il clan Perfetto avrebbe intessuto una fitta rete di contatti anche con esponenti di altri gruppi camorristici dell’area nord di Napoli, prevalentemente finalizzati alla gestione dei traffici illeciti di droga. Sarebbe, infine, emerso come il capoclan, gestendo una ricca cassa comune, avrebbe curato il mantenimento di tutti gli affiliati detenuti – attraverso la corresponsione della “mesata” – e le spese legali per i sodali che, di volta in volta, fossero arrestati.

I nomi degli arrestati

Tra gli indagati ci sono Mattia Perfetto, Vincenza Bavarella, Massimiliano Santagata, Giuseppe Balzano, Antonio Izzo, Massimiliano Costagliola, Giovanni Bellofiore, Carmine Lago, Antonio Lago, Carlo Maiorana, Cimmino Vincenzo, Seta Elia, Marcello Emanuele e Musto Antonio.

Gianluca Pisa è stato erroneamente riportato nella lista degli indagati. Abbiamo provveduto a rimuovere la foto. 

Il provvedimento costituisce misura cautelare personale disposta nella fase delle indagini preliminari
suscettibile di impugnazione ed è emesso nei confronti di persona sottoposta a indagine e pertanto da
considerarsi presunto innocente fino a sentenza definitiva. 

L’innocente colpito in strada

Choc a Napoli, sparano in strada e feriscono un passante: “Era per divertimento”

 

PUBBLICITÀ
Alessandro Caracciolo
Alessandro Caracciolo
Redattore del giornale online Internapoli.it. Iscritto all’albo dei giornalisti pubblicisti dal 2013.
PUBBLICITÀ