Un patto tra i clan Di Lauro e Senese è stato svelato dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Roma. Da stamane all’alba i Carabinieri del Comando Provinciale di Roma, con l’ausilio di reparti speciali e specializzati dell’Arma dei Carabinieri stanno dando esecuzione a un’ordinanza, emessa dal Gip del Tribunale di Roma, che dispone la custodia cautelare in carcere per 14 persone.
I nomi degli arrestati del clan Senese
Sono ritenuti gravemente indiziate, a vario titolo, dei reati di tentato omicidio, porto e detenzione illecita di armi da sparo, estorsione aggravata dal metodo mafioso e (in alcune ipotesi) dal fine di agevolare le attività del clan Senese, tentato sequestro di persona aggravato dal metodo mafioso.
Il provvedimento restrittivo scaturisce da un’importante attività investigativa avviata dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma, dietro il coordinamento della DDA della Procura della Repubblica di Roma che ha consentito di raccogliere gravi elementi indiziari circa le responsabilità riguardanti di diversi reati.
Disposta la misura cautelare in carcere per Ettore Abramo, Marco Baiocchi, Alvise e Leopoldo Cobianchi, Kevin Di Napoli, Gianni Violetti Erbella, Valerio Fabrizio, Girolamo Finizio, Davide Mastroianni, Davide Musilli, Paolo Prearo, Daniele Salvatori, Angelo Senese fratello del boss Michele e Claudio Turcaloro.
La tentata estorsione contro il gioiellerie del clan Di Lauro
Un tentativo di estorsione nei confronti di un gioielliere della Capitale, su cui convergevano gli interessi anche del clan Di Lauro, è stato condotta da parte di un criminale romano che lasciava falsamente intendere di essere un emissario della famiglia Senese, così determinando la reazione violenta sia del clan di Secondigliano che di quello romano, rappresentato da Angelo Senese, fratello del boss Michele ‘o pazz, con conseguente richiesta “risarcitoria”. Nell’indagine sono stati ricostruiti anche 2 tentati omicidi avvenuti a Roma e l’attività di spaccio di droga.
Scoperto un tentativo di sequestro di persona. Perquisizioni sono tuttora in corso alla ricerca di fonti di prova. È doveroso precisare che i soggetti indagati devono ritenersi presunti innocenti fino a un definitivo accertamento di colpevolezza con sentenza irrevocabile.
Rapimento con riscatto da 200mila euro, l’ordine arrivò dai Di Lauro

