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giovedì, Agosto 18, 2022
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Compravano Ferrari e yatch con le false fatture, scoperti legami con la camorra


Compravano Ferrari e yatch con le false fatture, avevano legami con la camorra. Nell’ambito di una vasta operazione convenzionalmente denominata Speed, i militari del
Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Bologna eseguivano un’ordinanza di
applicazione di misure cautelari emessa del G.I.P. del locale Tribunale – Dott.ssa
Francesca Zavaglia, consistente nell’arresto in carcere di 3 persone, di cui 2 coniugi
domiciliati in provincia di Salerno. Disposto sequestro preventivo di 11 società e beni per un valore complessivo di oltre 50 milioni di euro. Sotto chiave beni di lusso, tra i quali 90 immobili e 634 veicoli e natanti di valore, come una Ferrari F430 e uno yacht di 16 metri, e altre 13 persone indagate.

L’attività, condotta dalle Fiamme Gialle del Nucleo di Polizia economico-finanziaria di
Bologna e coordinate dalla locale Procura della Repubblica, nelle persone del Procuratore
Aggiunto – Dott. Francesco Caleca e del Sostituto Procuratore – Dott.ssa Manuela
Cavallo, ha preso le mosse dall’analisi di numerose e raffinate operazioni finanziarie e
societarie, tra cui il fittizio trasferimento della sede legale dalla provincia di Salerno a quella
Bologna di un’importante cooperativa operante nel settore del trasporto merci – gravata da
debiti erariali per oltre 25 milioni di euro – avvenuto poco prima del fallimento.

LE INDAGINI

Gli accertamenti, che hanno richiesto anche l’esecuzione di complesse indagini tecniche
(tra cui l’installazione da remoto di trojan nel dispositivo mobile di uno degli indagati) e
l’approfondimento di segnalazioni di operazioni sospette, hanno portato alla luce i
collegamenti della società poi fallita con altre imprese, anch’esse amministrate di fatto dai
soggetti arrestati, che hanno indebitamente beneficiato di ingenti crediti di imposta creati ad hoc attraverso fatturazioni infra-gruppo prive di reali giustificazioni economiche.

Come evidenziato nell’ordinanza del G.I.P., il modus operandi prevedeva il cambio di
denominazione dell’ente, lo spostamento della sede sociale, la cessione delle quote
societarie e l’affidamento delle cariche relative all’amministrazione e alla liquidazione a
soggetti compiacenti, a dimostrazione dell’esistenza di una vera e propria associazione a
delinquere esperta nel portare a compimento operazioni fraudolente ai danni dell’Erario.

LEGAMI CON CAMORRA E ‘NDRANGHETA

Durante i riscontri investigativi sono stati inoltre ricostruiti i collegamenti degli indagati con
un gruppo imprenditoriale salernitano – operante nei settori dei trasporti, della logistica e
dello smaltimento di rifiuti – riconducibile a una famiglia a sua volta indiziata di legami stretti con la camorra e la ‘ndrangheta. In particolare un 49enne nel 2007 è stato sottoposto a un provvedimento restrittivo della libertà personale nel corso di un’operazione che portò alla cattura di un latitante della ‘Nuova Famiglia’, attiva nel Salernitano.

Oltre ai 3 soggetti attinti dall’ordinanza di custodia cautelare in carcere, sono indagate ulteriori 13 persone resesi responsabili del reato di associazione per delinquere (art. 416 c.p.) finalizzato al trasferimento fraudolento di valori (art. 512 bis c.p.), all’autoriciclaggio (art. 648 ter 1 c.p.), alla sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte (art. 11 del D. Lgs. n. 74/2000), alla bancarotta fraudolenta e alla bancarotta semplice (artt. 216 e 217 della Legge Fallimentare).

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