Tre anni e quindici giorni di reclusione, con l’aggravante del metodo mafioso per Vittorio De Luca, 75 anni, detto «Caciotta». L’uomo, il 28 settembre dello scorso anno, durante l’Eucarestia consegnò a padre Maurizio Patriciello un fazzoletto con dentro un proiettile nella chiesa di San Paolo Apostolo a Caivano.
Ad anticiparlo, Il Mattino.
Consegnò proiettile a don Patriciello durante la messa, c’è la condanna per Vittorio De Luca
Bloccato e arrestato nell’immediatezza dei fatti dai carabinieri, gli sono contestati i reati di atti persecutori aggravati dal metodo mafioso. È quanto riconosciuto dal giudice del tribunale di Napoli nord Eleonora Pacchiarini. De Luca, ricordiamo, è difeso dall’avvocato Roberto Cerbo.
Il 75enne era già noto alle forze dell’ordine, inoltre è il suocero di Domenico Ciccarelli, considerato il boss dell’omonimo clan locale. Al momento dell’arresto disse ai militari dell’Arma: «Non posso dire chi mi ha mandato, altrimenti mi ammazzano», aveva spiegato De Luca.
Il giudice non gli ha riconosciuto l’incapacità di intendere e di volere, cosa sulla quale lui stesso puntava. Quando, dopo la consegna del proiettile don Maurizio volle incontrarlo in caserma lui fu molto esplicitò: «Tanto non possono farmi niente perché sono stato giudicato incapace di intendere e di volere». Il tribunale, dopo l’arresto, aveva già disposto per lui l’obbligo di dimora fuori da Caivano, con obbligo di braccialetto elettronico.
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