Coronavirus a Sant’Antimo, i casi salgono a 7: contagiata anche dipendente di una farmacia

Aggiornamenti Coronavirus a Sant'Antimo

Sono 7 i casi di positività al Covid a Sant’Antimo. Dopo il quinto caso di stamattina, se ne sono aggiunti altri due. Si tratta di una dipendente di una farmacia e un cittadino santantimese rientrato dall’estero. Per entrambi è scattata la profilassi dell’Asl

La farmacia FarmeMe.it con un post su Fb ha rassicurato i clienti: “La farmacia Sant’Antimo è e rimane regolarmente aperta, nonostante uno dei suoi dipendenti part time è risultata positiva al tampone del Covid 19,ma già in congedo per malattia dal 13 marzo.La stessa è in buone condizioni ed al momento in quarantena domiciliare. I colleghi che erano di turno con lei nell’ultimo giorno di lavoro rimangono presso le loro abitazioni fino al 27 marzo.La farmacia, per prima in Campania, dal 1 marzo ha adottato tutte le precauzioni necessarie al contenimento dei contatti( barriere in Plexiglas, mascherine protettive, guanti per tutti gli operatori e gel disinfettante per la clientela).Abbiamo già sanificato,secondo le procedure del Ministero della Salute, tutti i locali della struttura e continuiamo, quindi, regolarmente il nostro orario di lavoro h24 al servizio dei cittadini e nel rispetto assoluto,come sempre, delle normative sanitarie del decreto del governo”.

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Il quinto caso è componente di una famiglia che ha due supermercati in città, entrambi chiusi per prevenzione. Dopo l’annuncio in città si è scatenata l’inopportuna ricerca del nome della persona contagiata. I rumors del caso sono stati stoppati dal figlio che ha scritto un chiarimento su un gruppo Facebook.

Il giovane ha chiarito che la madre “si è sottoposa al tampone lunedì scorso dopo essersi recata all’ospedale Cotugno ma il temuto responso le è stato comunicato il giorno dopo. Anche il padre e la sorella si sono sottoposti all’isolamento, dopodiché la famiglia ha scelto momentaneamente di chiudere il supermercato in città”.

Tanti i commenti di solidarietà e vicinanza per la famiglia colpita dal virus, ma purtroppo dobbiamo registrate anche qualche commento inopportuno e figlio dell’ignoranza. Ricordiamo ai lettori che i nomi e le residenze delle persone contagiate non possono essere diffusi per evitare violazioni alle privacy. L’Asl, una volta comunicato il caso di positività ai soggetti e ai familiari, attiva la procedura per ricostruire tutte le catene di contatti avuti dal soggetto negli ultimi 15 giorni e dispone per loro la quarantena.