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Scissionista di Arzano incastrato dal selfie, girava con la pistola tra le gambe

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Umberto Lupoli ha dimostrato di essere stato decisamente leggero in seguito all’omicidio del fratello Armando, avvenuto lo scorso 2 febbraio. Un gesto che sarebbe costato caro a ‘o Nano poiché sarebbe stato identificato dopo una foto inviata tramite i social: un’azione che è finita nelle indagini condotte dalle forze dell’ordine e coordinate dalla Procura di Napoli. In quei giorni infuriava la faida all’interno del clan della 167 di Arzano nella quale si contrapponevano i gruppi di Salvatore ‘Sasi’ Romano e di Davide ‘Pal’ ‘e fierr’ Pescatore.

Lupoli avrebbe sbandierato la sua sete di vendetta inviando lo scatto alla vedova di Armando, tramite WhatsApp, in cui era alla guida della sua auto con la pistola poggiata tra le gambe. Compresa poi la pericolosità di quell’azione, ‘o Nano’ avrebbe inviato un altro messaggio alla donna: “Cancellala“, dopodiché avrebbe confermato ancora la volontà di rispondere al fuoco: “Non credere che volevano uccidere solo lui, anche a me“.

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La faida nel clan della 167 di Arzano

Il clan della 167 di Arzano, nonostante sia stato decimato dalle inchieste della magistratura, avrebbe continuato a estorcere denaro ai negozianti di Arzano per la riconosciuta personalità criminale dei vari reggenti manovrati dal boss detenuto Giuseppe ‘o Uallaruso Monfregolo. Gli inquirenti indicano l’inizio della reggenza di Romano al 23 dicembre 2024 in seguito all’arresto di Angelo Antonio Gambino; il regno criminale di Sasi sarebbe terminato nel novembre 2025 quando sarebbe stato allontanato da Arzano in seguito alla lite con il capoclan. Da quel momento sarebbe subentrato Antonio ‘AC’ Caiazza che avrebbe poi ceduto il potere dopo la scarcerazione di Pescatore nel dicembre 2025. L’esiliato Sasi avrebbe reclutato Mattia ‘o Cinese Rea, i fratelli Lupoli e Raffaele Silvestro per combattere contro il nuovo reggente ‘Pal’ ‘e fierr’.

“Abbiamo cacciato Sasi Romano”, le dichiarazioni del pentito del clan 

Gli inquirenti hanno potuto ricostruire i mutamenti criminali anche grazie al nuovo collaboratore di giustizia Gennaro Salvati che è stato arrestato pochi giorni dopo l’omicidio di Rosario Coppola. “Voglio precisare che sono parte del Sistema criminale che comanda il comune di Arzano, i cui capi sono Antonio Caiazza e Davide Pescatore. Faccio parte di questo sistema dal mese di luglio 2025 e mi occupavo all’inizio, quando comandava Sasi Romano, della vendita di ‘erba’. Il mio ruolo è cambiato quando abbiamo cacciato Sasi Romano nel mese di novembre, da questo momento in poi mi sono occupato delle estorsioni, andavo a prendere i soldi nei negozi ogni mese. L’ordine di cacciare Romano da Arzano doveva essere partito da Giuseppe Monfregolo, che è colui che comanda tutta Arzano e riveste un ruolo sicuramente superiore a Caiazza e a Romano”. 

Da killer a vittima della faida della 167 di Arzano, il profilo di Armando Lupoli

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Alessandro Caracciolo
Alessandro Caracciolo
Redattore del giornale online Internapoli.it. Iscritto all’albo dei giornalisti pubblicisti dal 2013.
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