Cosa deve fare un celiaco per andare a cena al ristorante?

Per una persona che soffre di celiachia molte azioni della vita quotidiana che a noi sembrano normali possono nascondere delle insidie di non poco conto. Anche andare a cena fuori in un ristorante, per esempio, può diventare un vero e proprio incubo se non si adottano tutte le precauzioni del caso. Questo non vuol dire che si debba rinunciare a divertirsi e fare a meno della buona tavola solo per paura che possa succedere qualcosa; ma, semplicemente, che occorre avere particolari accortezze per non correre pericoli.

Come fare per andare al ristorante

Prima di andare in un ristorante, per esempio, è buona norma verificare se il locale in questione fa parte del circuito dell’Associazione Italiana Celiachia. Ovviamente, però, non sempre accade che ci si ritrovi in un locale che mette ufficialmente a disposizione il servizio senza glutine: in questo caso è fondamentale far sapere a chi di dovere che si è celiaci e che, quindi, si hanno delle esigenze specifiche da cui non si può prescindere. Al momento dell’ordinazione, è utile far presente la propria condizione anche al cameriere da cui si è serviti. Nella speranza che, naturalmente, il cameriere in questione sia informato a sufficienza in tema di intolleranze alimentari.

Cosa mangiare al ristorante

In genere i menù dei ristoranti propongono alcuni piatti evergreen: difficile che un locale ne sia privo. Una grande insalatona, per esempio, è una soluzione eccellente, ma in alternativa si può optare anche per del pesce arrosto o per una insalata di carne. In tutte queste circostanze, non ci dovrebbe essere ombra di glutine.

La carta di identità alimentare

Uno strumento digitale, comunque, viene in soccorso di chi soffre di celiachia: si tratta della cosiddetta carta di identità alimentare. Utile non solo per i celiaci, ma anche per chi è intollerante al lattosio o semplicemente per coloro che seguono una dieta vegana, questo documento inedito può essere ottenuto fornendo i propri dati sul sito https://www.cartaidentitalimentare.com/. A quel punto la carta viene messa a punto in formato Pdf e poi inviata via posta elettronica, così che si possa decidere di stamparla. Quando si va in pizzeria o in trattoria, si mostra la carta al ristoratore e si può essere certi che (a meno di imprevisti) le proprie esigenze in tema alimentare vengano rispettate e soddisfatte.

Da dove nasce l’idea di una carta di identità alimentare

Il padre di questa idea è il Ceo di Healthy Food, Pietro Ruffoni: la sua azienda si occupa di ristorazione ed è specializzata nel settore alimentare. Se si pensa che sono più di 7 milioni gli italiani che mangiano fuori casa, è facile capire come la carta di identità alimentare possa essere preziosa per tutti loro. Anche se non siamo celiaci, intolleranti al lattosio, crudisti, vegani o vegetariani, infatti, ognuno di noi ha dei gusti ben precisi, che si traducono nella preferenza per certi prodotti e nell’esclusione di altri.

Pranzare e cenare al ristorante senza timori

Un pool di nutrizionisti ha contribuito alla definizione e allo sviluppo del progetto. La carta di identità alimentare, che è totalmente gratuita, può anche essere inviata via mail in anticipo a un ristorante che si intende prenotare o a un albergo in cui si soggiornerà. Così, gestori e cuochi non si faranno trovare impreparati nel dover affrontare i bisogni di una o più persone che non possono mangiare tutto ma che sono costretti a fare a meno di particolari ingredienti per non incappare in problemi di salute anche gravi. Andare al ristorante per un celiaco non deve essere una minaccia o un rischio, ma una consuetudine e un vero e proprio piacere che merita di essere vissuto ogni volta che se ne ha voglia.