Covid, già si pensa a come fermare la terza ondata. Conte e i virologi: “Ci sarà, i tempi dipendono da noi”

In arrivo la terza ondata Covid

Non ci sono dubbi: “Sarà un Natale Covid”, dice il presidente dell’Istituto superiore di sanità, Silvio Brusaferro in conferenza stampa al ministero della Salute, “anche se avremo più regioni gialle”. “Un Natale che ci auguriamo unico e speriamo ultimo rispetto alla storia che vivremo – aggiunge. Ciò vuol dire organizzarci evitando le aggregazioni in maniera piu decisa possibile. Le ondate successive non sono scritte nelle stelle ma nel modo in cui ci comporteremo. Dobbiamo organizzarci per evitarle, considerando che le persone piu fragili rischiano di più”. 

“Oggi il numero di nuovi casi è in decrescita ma è ancora molto elevato. Dobbiamo scendere significativamente, altrimenti diventa molto difficile controllare. L’obiettivo è passare dalla fase di mitigazione a quella di contenimento, e questo passaggio richiede un numero significativamente più bassi di nuovi casi su base quotidiana. Cosa saremo a Natale dipenderà da come cambia la curva: se scende e quanto scende rapidamente” spiega ancora Brusaferro.

Conte sulla terza ondata Covid

Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha illustrato in conferenza stampa le misure contenute nel nuovo Dpcm che entrerà in vigore a partire dal domani, venerdì 4 dicembre. “Continueremo ad applicare il sistema che prevede le Regioni colorate, perché è un sistema che sta funzionando, permettendoci di dosare i nostri interventi. Nel giro di un mese abbiamo piegato la curva portando l’Rt sotto l’1, attualmente è a 0,91. In prossimità delle feste natalizie tutte le Regioni saranno gialle, è prevedibile. Si tratta di un risultato significativo, contando che anche nelle zone rosse le fabbriche e gli uffici sono aperti. Ma non possiamo abbassare la guardia. Arriva il Natale, se affrontassimo il periodo delle feste con le misure delle aree gialle arriverebbe un’impennata del contagio. Per questo dobbiamo prevedere ulteriori restrizioni per il periodo natalizio. Dobbiamo scongiurare il pericolo della terza ondata, che altrimenti potrebbe arrivare già a gennaio“, ha detto Conte.

Il presidente della Società italiana di pneumologia

“Non ci sono scorciatoie, sappiamo come questo virus si trasmette e sappiamo quali sono le misure che interrompono o riducono la possibilità di contagio, quando violiamo le misure facilitiamo la circolazione del virus. Un dato da cui non si può prescindere” sottolinea.

Basta guardare ad altri paesi al di fuori dell’Italia per capire che la possibilità di una terza ondata è reale. Abbiamo imparato che la modalità per ridurre la circolazione del virus è il distanziamento: quindi le misure sono da mantenere”. Lo ha affermato Luca Richeldi, presidente della Società italiana di pneumologia, primario al Policlinico Gemelli di Roma e componente del comitato tecnico scientifico (Cts), ospite di ‘Agorà’ sui RaiTre.

“Sull’obbligatorietà” del vaccino anti-Covid, “io sinceramente non credo che sia la strada da seguire, onestamente. Questo è il mio parere personale. Penso che la strada da seguire sia quella della corretta informazione capillare, aperta, trasparente, ma molto diretta a tutti i cittadini, ha sottolineato Luca Richeldi aggiungendo: ”Sull’efficacia e sulla sicurezza io non ho titolo a esprimermi. Però noto, con grandissimo piacere, che il Paese che è la patria della valutazione dei farmaci, della sicurezza e dell’evidenza, cioè il Regno Unito, ha approvato uno dei vaccini che sono stati sottoposti per valutazione e dalla prossima settimana incomincerà a vaccinare i sanitari”.