I precedenti di Marco Barbuto
Il nome di Barbuto era già emerso nelle cronache giudiziarie diversi anni fa, quando venne coinvolto in una serie di colpi messi a segno ai danni di persone che indossavano orologi di pregio in Versilia. I fatti risalgono al 2018 e riguardavano episodi avvenuti tra Forte dei Marmi e Marina di Pietrasanta.
Nell’ottobre dello stesso anno, il Tribunale di Lucca lo condannò per una serie di rapine. Nello stesso procedimento era finito anche un nipote del boss Salvatore Savarese, figura di riferimento dell’omonimo clan attivo nell’area. Quest’ultimo, tuttavia, era stato assolto in primo grado.
Negli ultimi tempi, secondo quanto riportato, Barbuto sembrava essere uscito dai radar delle forze dell’ordine. Restano ora da chiarire le circostanze della sua morte e il movente dell’aggressione. Tra le prime ipotesi investigative ci sarebbe quella di un tentativo di furto finito nel sangue, ma gli accertamenti sono ancora in corso per stabilire l’esatta sequenza degli eventi e individuare eventuali responsabili.
L’inchiesta che coinvolse anche il fratello
Un ulteriore elemento emerge da una vicenda giudiziaria del 2021, quando il fratello, all’epoca 34enne, fu arrestato a Napoli in esecuzione di un provvedimento del Tribunale di Rimini per rapina e lesioni personali aggravate. I due fratelli erano stati coinvolti nell’inchiesta sulla banda che partiva da Napoli per mettere a segno furti e rapine di orologi di lusso in Versilia. Nell’ambito di quel procedimento, Cristian fu condannato a 4 anni di reclusione, mentre Marco ricevette una condanna a 2 anni e 4 mesi. Le indagini riguardavano episodi avvenuti tra il 2015 e il 2017.
