HomeCronacaDalle minacce ai pusher alle ronde con la mitraglietta, chi è ‘o...

Dalle minacce ai pusher alle ronde con la mitraglietta, chi è ‘o Giò: il ras che comandava il Rione Traiano

PUBBLICITÀ

Era la voce e il braccio dei Puccinelli nel Rione Traiano. Colui che decideva e sovrintendeva tutto forte anche della sua parentela con Ciro Puccinelli che ne ha sposato la sorella. Antonio Martino detto ‘o Giò è il nome in cima alla lista del blitz eseguito ieri mattina dai carabinieri del Nucleo operativo di Bagnoli che hanno eseguito 31 ordinanze di custodia cautelare smantellando di fatto il ‘nuovo corso’ dei Puccinelli-Petrone.

Dalle minacce ai pusher alle ronde con la mitraglietta, chi è ‘o Giò: il ras che comandava il Rione Traiano

A corredo dei riscontri effettuati dagli investigatori un profilo di Martino particolareggiato è stato tracciato dai collaboratori di giustizia come Gaetano Vigilia che ha spiegato ai magistrati: ”Martino è uno dei reggenti del clan Petrone/Puccinelli ed in particolare svolge attività di spaccio per Francesco Puccinelli e l’ho visto girare armato con una Scorpion. So che faceva parte del clan in quanto prese parte per conto dei Puccinelli ad una riunione che si svolse a casa di Imbriani Luigi ed in particolare durante questa riunione, il Martino voleva sapere dove abitassero gli appartenenti al clan Grimaldi, anche perché i Grimaldi sono sempre stati in conflitto con i Petrone Puccinelli”.

PUBBLICITÀ

Un profilo violento testimoniato anche alcune intercettazioni in cui si sentirebbe lo stesso Martino inveire contro un pusher colpevole di non allinearsi alle direttive del clan: ”Sono venuto io stesso oggi. Forse non hai capito, se fate così io vi caccio dal Rione Traiano e ve ne dovete andare tutti, tu e i tuoi famigliari. Mi è venuta una capata”.

Al centro del ‘sistema’ di via Tertulliano una struttura di vendita su piazza particolare: ciascuna piazza di spaccio era affidata a una famiglia. C’erano le vedette e i pusher che potevano anche fare straordinario. I turni erano suddivisi in 8 ore con una struttura piramidale.
“Si tratta di una indagine importante – ha spiegato Gratteri – che ha riguardato l’area occidentale di Napoli, partita dal 2023 ad oggi. È importante perché non è il solito spaccio sul territorio, ma è stato gestito in modo mafioso con i crismi della camorra e questo lavoro fruttava 450mila euro al mese. Adesso ci impegneremo per seguire a tempi serrati la chiusura indagini, udienza preliminare e poi se saranno rinviati a giudizio”.

 

 

PUBBLICITÀ
PUBBLICITÀ