«Ritengo sia assolutamente preoccupante quanto accade nella compagine politica del Comune di Mugnano di Napoli». A parlare è il senatore del Movimento 5 Stelle Luigi Nave, che interviene dopo la notizia dell’imminente udienza preliminare relativa a un’inchiesta che coinvolge anche il consigliere comunale di Mugnano Silvio Rigotti, in un contesto politico locale già attraversato da recenti fibrillazioni.
Rigotti è stato eletto alle ultime elezioni amministrative nelle file di “Casa Riformista”, lista a sostegno dell’attuale sindaco Pierluigi Schiattarella, per poi passare successivamente nel gruppo misto.
Il procedimento giudiziario è ancora nella sua fase preliminare. Rigotti, difeso dall’avvocato Luigi Senese del Foro di Napoli Nord, così come tutti gli altri soggetti eventualmente coinvolti nell’inchiesta, è da considerarsi innocente fino a un’eventuale sentenza definitiva, nel pieno rispetto delle garanzie previste dal nostro ordinamento.
È proprio sul rapporto tra politica, responsabilità e requisiti di chi viene chiamato a rappresentare i cittadini che Nave concentra la propria riflessione.
«In attesa delle determinazioni del giudice – sottolinea il senatore – e in ossequio alle garanzie del nostro ordinamento giuridico, per il consigliere e per tutti i soggetti coinvolti nell’inchiesta vale la presunzione di innocenza fino all’emissione di un’eventuale sentenza definitiva».
Secondo Nave, tuttavia, la vicenda pone anche una questione più ampia che riguarda la selezione della classe dirigente e la responsabilità dei partiti e delle liste nella scelta dei candidati.
«Alzare l’asticella dei requisiti etico morali dei candidati deve diventare un must e non una discrezionalità», afferma.
Un richiamo, dunque, che va oltre il singolo procedimento giudiziario e investe direttamente il tema della qualità della rappresentanza politica. Per il senatore pentastellato, infatti, la tutela delle garanzie individuali non può essere disgiunta dalla necessità, per le forze politiche, di adottare criteri rigorosi nella scelta delle persone chiamate a ricoprire incarichi pubblici.
La vicenda di Mugnano si inserisce così in un quadro politico locale che, nelle ultime settimane, ha già mostrato segnali di tensione e cambiamenti negli equilibri consiliari. Un contesto nel quale le prossime determinazioni dell’autorità giudiziaria saranno seguite con attenzione, mentre sul piano politico resta aperto il dibattito sull’opportunità di rendere sempre più stringenti i criteri etici nella formazione delle liste elettorali.
Il principio resta quello della presunzione di innocenza. Ma, per Nave, proprio nel rispetto del ruolo delle istituzioni e della fiducia dei cittadini, la politica deve interrogarsi preventivamente sulla qualità e sull’affidabilità della propria classe dirigente.
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