Omicidio Solla a Ponticelli, colpo di scena nel processo contro il clan De Micco

Colpo di scena nel processo sull’omicidio di Salvatore Solla, ras del lotto O di Ponticelli ucciso il 23 dicembre del 2016. Questa mattina, durante l’udienza presso la prima sezione della Corte d’Assise d’Appello di Napoli, sciolta la riserva su una richiesta avanzata dai legali di Luigi De Micco. Il boss dei ‘Bodo indicato come mandante di quel delitto nelle sue vesti di capoclan. I due legali, gli avvocati Leopoldo Perone e Dario Vannetiello, avevano avanzato la richiesta di una rinnovazione della istruttoria dibattimentale attraverso una nuova consulenza fonica o l’espletamento di una nuova perizia. La Corte, accogliendo le istanze della difesa, ha dunque acquisito la nuova perizia riservando a sè ogni altra determinazione su altre richieste istruttorie. Già lo scorso febbraio il procuratore generale aveva richiesto la sospensione del processo per motivi di particolare complessità per la delicatezza delle questioni dedotte nei motivi d’Appello dalla difesa.

La storia dell’omicidio in diretta

Fondamentale dunque proprio la perizia su alcune intercettazioni, l’elemento su cui la Procura ha sin da subito spinto forte. L’inchiesta infatti rischia di sgretolarsi proprio sul punto dove l’accusa ha basato le sue deduzioni. L’omicidio Solla infatti è conosciuto da tutti come ‘l’omicidio in diretta’. Uno scambio di informazioni attraverso sms che gli uomini della squadra mobile annotarono grazie ad un semplice controllo, eseguito qualche giorno prima, quello di Antonio Di Martino (tra gli imputati indicato come l’esecutore materiale). I vertici del clan De Micco non sapevano così di essere intercettati grazie a una abile mossa degli uomini della Mobile: durante quel controllo, Di Marino, pensando di evitare il sequestro del suo smartphone lo poggiò sul cofano di un’autovettura parcheggiata a poca distanza. Ma un investigatore lo prese, si fece uno squillo per recuperare il numero. Da ciò le intercettazioni si allargarono agli apparecchi nella disponibilità di De Micco, Davide PrincipeAlessio Esposito e Nicola Pizzo in quel momento a capo della cosca dei ‘Bodo’.

I motivi della morte di Solla e le contestazioni della difesa

Secondo la ricostruzione della Procura Solla fu ucciso perchè si era rifiutato di pagare il pizzo nella piazza di spaccio che aveva messo su nel lotto O a pochi mesi dalla sua scarcerazione. La difesa però ha sempre contestato quel punto evidenziando che una conversazione ambientale di pochi secondi, di fatto simile a un grugnito, renderebbe impossibile attribuirlo a De Micco seppur nelle vesti di mandante. La requisitoria è attesa per il prossimo 9 dicembre.

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