«Se arriva una impennata, o una variante che faccia sbalzare l’Rt, allora ci troveremo facilmente in zona rossa o con misure più restrittive». Quello che potrebbe accadere dopo il sei gennaio, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte lo ha spiega parlando a “Porta a Porta” dove annuncia la prospettiva di tornare alla divisione per fasce di colore. «Se gli esperti ci dicono che la probabilità di una terza ondata a gennaio è concreta, non ci penso due volte a introdurre e rafforzare la rete di protezione». Anche perché, sostiene il presidente del Consiglio, «lasciando correre impatteremo su una impennata» della pandemia Covid».

Con il rafforzamento della «cintura di protezione» – prosegue il premier – a gennaio potremo «dosare le misure solo dove necessario tra zona gialla, arancione e rossa». Sulla possibilità di rendere obbligatorio il vaccino, Conte si muove con cautela ricordando che «esiste il principio di autodeterminazione per cui qualsiasi trattamento deve essere volontario. Noi – precisa – adesso facciamo partire il piano: se dovessimo scoprire che la popolazione non si sottopone sarà un problema e allora lo si dovrà affrontare». Il ministero della Salute ha già stimato un primo impatto positivo in 10-15 milioni di vaccinati. La previsione del premier è che sia possibile arrivarci ad aprile.

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