Proseguono anche oggi, domenica 22 febbraio, le attività investigative dei carabinieri del Nas sulla morte del piccolo Domenico Caliendo, spentosi ieri al Monaldi.
I militari sono tornati stamane nell’ospedale partenopeo nell’ambito dell’inchiesta condotta dalla procura partenopea (con l’aggiunto Ricci e il sostituto Tittaferrante) dopo aver proceduto ieri alla notifica degli avvisi di garanzia ai sei sanitari indagati, con il sequestro dei loro cellulari.
L’attività di recupero atti sta proseguendo anche oggi in vista dell’esame autoptico che si terrà nei prossimi giorni.
La mamma del piccolo Domenico: “Chi ha sbagliato deve pagare”
“Aspetto che emerga la verità. Poi mi aspetto giustizia”. E una volta scoperta quella, capirà chi sono i responsabili di quanto accaduto al piccolo Domenico, morto a due anni, dopo un trapianto di cuore bruciato a Napoli, all’ospedale Monaldi.
A parlare è la madre del bimbo, che ora non può fare altro che ipotizzare volti, senza certezza. “Ci devo aver anche parlato, sicuramente, forse gli ho stretto la mano. Ma io ho la coscienza pulita, loro no. Si devono vergognare loro per il fatto che mi hanno guardata negli occhi, non io. Io mi fidavo di loro”, ha fatto sapere la donna.
La mamma di Domenico, Patrizia Mercolino, è distrutta dal dolore per la perdita del piccolo. Ma è anche arrabbiata con chi avrebbe potuto evitare questa tragedia e non l’ha fatto. “Io adesso provo solo schifo – spiega in un’intervista al Corriere della Sera – Chi ha sbagliato deve chiedere perdono a Domenico. È arrivato il momento della verità. Adesso basta”. E poi puntualizza: “Badate bene, io non ce l’ho con tutto il Monaldi, che resta comunque un grande ospedale. Ma deve la verità deve emergere. E io non attribuirò colpe fino a quando non emergerà la verità: quando si saprà chi ha sbagliato, mi aspetto che venga fatta giustizia”.

